Meridiana: gli esodi volontari sono 289
Completato l’iter per una prima fetta di dipendenti. La prossima settimana via al nuovo tavolo
OLBIA. Duecentottantanove. È il numero ufficiale ed effettivo dei lavoratori Meridiana che hanno aderito all'esodo volontario dopo la chiusura dei tavoli di raccolta delle firme avvenuta ieri alle 14, una soluzione favorita anche dall’intervento di Confindustria nord Sardegna. Il primo conteggio del giorno precedente parlava di 304 esodati volontari dopo la prima giornata, dando per scontato che chi si era reso disponibile avrebbe anche firmato, ma non tutti hanno messo nero su bianco per non incappare nella “tagliola” della legge Fornero al via da domani. Chi ha aderito potrà godere del massimo degli ammortizzatori sociali, oltre ai 15 mila euro di incentivi aziendali. Di questi 289, 15 sono comandanti, 17 piloti, 109 assistenti di volo, 19 operatori del call center, 81 amministrativi e 48 della Main Maintenance, dice una nota della Filt Cgil sarda.
«Ora occorre andare avanti con spirito positivo per affrontare la seconda fase della vertenza, certamente non meno delicata e impegnativa, che si aprirà al Mise» ha detto il sottosegretario al lavoro, Teresa Bellanova. Per Arnaldo Boeddu, segretario di Filt Cgil Sardegna «non vi è dubbio che, se nell'accordo sottoscritto al Ministero del lavoro il 27 dicembre, oltre ai volontari fossero stati inseriti anche i pensionandi, l'impatto dal punto di vista numerico dei lavoratori si sarebbe potuto ulteriormente ridurre in maniera sensibile». Ed è critico con chi, pur avendo maturato i requisiti per andare in pensione «si ostina a sostenere di voler dare una mano alla rinascita di Meridiana rimanendo in azienda». Critica verso l’operazione la Rsa della Filt Cgil di Meridiana, che rileva come si sia cercato di gonfiare i numeri degli esodati volontari «come a cercare a priori la legittimità per una nuova procedura di licenziamento collettivo». Andrea Mascia, il pilota salito alla ribalta delle cronache per la protesta durata varie settimane sulla torre dell'illuminazione dell'aeroporto, difende la sua scelta: «Chi ha scelto di restare in azienda si assume la grande responsabilità del rilancio della compagnia, il quale che passa per un rafforzamento del brand. Occorre diventare attendibili verso le istituzioni che poi ci devono sostenere».
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