La Nuova Sardegna

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Undici detenuti in marcia tra i boschi cercano la libertà

Luca Fiori
Undici detenuti in marcia tra i boschi cercano la libertà

Il pellegrinaggio voluto dalla Confraternita di San Jacopo. Protagonisti alcuni carcerati in un percorso nel Nuorese

26 aprile 2015
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NUORO. A piccoli passi verso la libertà. Un cammino di cinque giorni tra i boschi del Nuorese, facendo tappa nei santuari di Fonni, Bitti, Gavoi e Lula, passando per Nuoro e il monte Ortobene con gli zaini in spalla e l'emozione di condividere gioie e dolori lontano dalle quattro mura della cella. Avrà una particolarità la trentina di persone che oggi si metterà in cammino da Fonni, per un pellegrinaggio che ricorda in piccolo quello più famoso verso Santiago de Compostela: circa la metà dei pellegrini sono persone detenute nelle carceri di Badu e' Carros e Mamone. Il progetto nasce dalla collaborazione tra il capitolo sardo della Confraternita di San Jacopo di Compostella e il Ministero di Grazia e Giustizia e prende spunto da precedenti esperienze condotte dalla Confraternita in altre regioni d'Italia a partire dal 2011, quando 30 persone detenute effettuarono un pellegrinaggio lungo la via Francigena. L'esperimento fu un successo, così si è pensato di replicarlo in Sardegna.

In questo caso i pellegrini percorreranno 140 chilometri in cinque giorni su strade asfaltate, sentieri e strade di penetrazione agraria. Per una settimana assaporeranno la libertà e la gioia di camminare insieme. La notte saranno ospitati nei locali messi a disposizione dalla Diocesi di Nuoro.

I dodici detenuti sono stati scelti dall'amministrazione penitenziaria: per poter lasciare le celle e mettersi lo zaino sulle spalle hanno ottenuto un permesso premio di una settimana. Durante il cammino affronteranno insieme le difficoltà di un viaggio che andrà vissuto con assoluto spirito "pellegrino", portando nello zaino solo quello che è necessario, dormendo nelle strutture dell'accoglienza esistenti e condividendo insieme agli accompagnatori ogni aspetto del cammino in regime di austerità e condivisione. Le spese di organizzazione relative al trasporto dei pellegrini, vitto, alloggio (dove non fornito dalle comunità locali) e soprattutto di equipaggiamento delle persone detenute sono state sostenute interamente dalla Confraternita di San Jacopo di Compostella. Alcune delle comunità coinvolte nel progetto hanno partecipato con un contributo. «Per questo - aggiunge Antonio Porcheddu - è giusto ringraziare l'associazione Camminantes per le tracce del cammino, il comitato e il priore di San Francesco di Lula, gli amici di Sarule, i frati francescani di Fonni, il comitato di Gavoi e la diocesi di Nuoro».

Prima della partenza i pellegrini sono stati muniti di zaino, sacco a pelo, scarpe e calze da trekking, magliette sportive, pantaloni, giacca a vento, torcia, telo doccia, ciabatte, biancheria e un kit per l'igiene intima. Al termine del pellegrinaggio verrà concesso dalla Diocesi di Nuoro un documento, il "testimonium", che attesta l'avvenuto pellegrinaggio. Durante il cammino i detenuti potranno muoversi in libertà, ma dovranno rispettare alcuni orari: la sveglia la mattina suonerà presto in modo da mettersi in cammino non più tardi delle 7 e alle 22.30 tutti a dormire. Il percorso partirà dal santuario dei Martiri di Fonni e si concluderà a Lula il primo maggio, passando per Gavoi, Sarule e Nuoro dove, il mercoledì 29 aprile alle 17 verrà celebrata la messa presso il santuario di Santa Maria della Neve alla presenza del vescovo monsignor Mosè Marcia e delle autorità locali.

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