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Da Trieste a Sassari l’esercito italiano ricorda i suoi 154 anni

di Andrea Scutellà
Da Trieste a Sassari l’esercito italiano ricorda i suoi 154 anni

ROMA. È il 1915. Le trincee accolgono i soldati italiani. «Nessuno ama la guerra, ma questo tipo di storia ha messo insieme l’Italia», spiega Umberto Broccoli, storico, archeologo, autore televisivo,...

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ROMA. È il 1915. Le trincee accolgono i soldati italiani. «Nessuno ama la guerra, ma questo tipo di storia ha messo insieme l’Italia», spiega Umberto Broccoli, storico, archeologo, autore televisivo, scrittore e giornalista. Quelle fosse nel terreno, così simili alle tombe, piene di ratti e insetti, accolgono i soldati di un Paese neonato, di un esercito embrionale, appena 54enne. Soldati che appartengono a galassie linguistiche differenti e che quell’esperienza tragica, per la prima volta, unisce.

Con una serie di eventi l’esercito ricorderà il 154esimo anniversario della sua costituzione e il centenario di un’unità nazionale difficile, di un’unità che, secondo alcuni storici, nasce proprio sui fronti della Grande Guerra. Dove i soldati almeno, per la prima volta, imparano a parlarsi, cercano di capirsi, di riconoscersi come appartenenti ad uno stato unitario, riuniti sotto un’unica divisa. “L’esercito marciava” è il titolo della rassegna, mutuato dalle strofe dell’Inno del Piave. «Ma oggi non marcia più? – si chiede, in tono ironico, il generale modenese Giuseppe Nicola Tota – Quest’anno l’esercito corre».

L’andatura dovrà essere sostenuta, d’altronde, pensando alle 5 staffette che attraverseranno lo Stivale da Sud a Nord, da Ovest a Est, per confluire nel centro ideale – nonostante la posizione geografica – di quell’unità celebrata: Trieste. Nel capoluogo friulano, infatti, si terrà l’evento conclusivo, che è stato immaginato e verrà narrato proprio da Umberto Broccoli. «Abbiamo messo in scena la possibilità di raccontare la vita quotidiana – spiega lo storico –. Nelle prime pagine dei quotidiani di allora era pubblicizzato il “rasoio auto-strop” che evitava la coramella (la striscia di cuoio usata per affilare, ndc), scomoda in trincea. È uno sviluppo tecnologico. Questa è la nostra storia: fatta di grandi avvenimenti sì, ma anche della storia di noi tutti». Se la grande storia, allora, è ormai cristallizzata nei libri non ci resta che recuperare quella memoria quotidiana, fatta delle testimonianze dei padri dei nostri nonni.

A Trieste capitale d’Italia, il 24 maggio, ci saranno concerti, narrazioni, dove un soprano come Carmela Maffongelli incontrerà Ivana Spagna, la canzone popolare e i cori alpini. Ma prima di arrivare a quel centro situato nell’estrema periferia del Paese l’esercito percorrerà tutta la penisola (isole comprese): 4.200 chilometri di corsa, dove si passeranno il testimone celebrità e istituzioni del mondo militare. «Ci saranno 611 staffettisti, anche atleti. Vi anticipo già che il ministro della Difesa, è un’atleta e si è offerta», precisa il generale Tota.

Cinque i punti di partenza: Trapani, Lecce, Padova, Cagliari e Aosta. La staffetta sicula inaugurerà la manifestazione l’11 maggio. «Questa corsa legherà una serie di eventi, e tutte le regioni d’Italia, da Nord a Sud, saranno interessate. Non dimentichiamo, ovviamente, la Sardegna: la Brigata Sassari non poteva certamente mancare», ricorda ancora Tota. Alcuni eventi sono già ufficiali, altri ancora da confermare. A Roma, Firenze, Treviso, Modena, Ferrara, saranno esposti mezzi, veicoli, blindati e materiali dei reggimenti. A Salerno una mostra di cimeli impreziosirà l’evento e un simulatore di tiro la renderà più emozionante. Fanfare e bande a Udine, Pordenone, Gorizia e Sassari. Largo spazio anche alle attività fisiche, come le scalate alle pareti di roccia presenti a Trieste, Pescara e Padova.

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