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Blitz dei carabinieri a Gairo, Arzana e Lotzorai

Blitz dei carabinieri a Gairo, Arzana e Lotzorai

I militari hanno acquisito centinaia di atti e delibere di giunta nei tre Comuni Cercano riscontri alle accuse per cui sono finiti in arresto sindaci e funzionari

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TONARA. L’inchiesta sulle collusioni tra sindaci, amministratori, tecnici e professionisti si sta allargando a macchia d’olio. Dalla Barbagia alla Baronia, anche se soltanto di passaggio per ora, fino all’Ogliastra. I carabinieri della compagnia di Tonara, al comando del capitano Andrea Di Nocera, e i finanzieri del Comando provinciale di Nuoro si sono presentati di buon mattino negli uffici tecnici dei comuni di Arzana, Gairo e Lotzorai. Dopo aver notificato al sindaco e ai responsabili degli uffici tecnici comunali la richiesta della magistratura di Oristano, i militari hanno passato al setaccio armadi, cassetti e personal computer alla ricerca di documentazione collegabile all’inchiesta che ha portato in carcere una ventina tra sindaci, tecnici e professionisti per turbativa d’asta e altri reati, tra i quali quello più grave, di associazione a delinquere.

Centinaia di atti, delibere di Giunta e determinazioni sindacali e degli uffici tecnici delle amministrazioni interessate da lavori pubblici negli ultimi cinque anni, sono stati acquisiti dagli investigatori. I carabinieri e in finanzieri stanno seguendo le tracce della “Essepi engineering”, la società del “dominus” Salvatore Pinna di Desulo che forniva ai Comuni progettazioni chiavi in mano, restituendo in cambio agli amministratori di numerosi Comuni, alcuni dei quali ingegneri, architetti, geometri e geologi, altri incarichi in Comuni diversi da quelli in cui operavano. Un giro d'affari totale di 850 mila euro all’anno, qualcosa come 44 appalti annuali che significano più o meno uno alla settimana. Appalti solitamente di piccoli importi, che però permettevano al titolare della “Essepiì engineering” di gestire un giro di professionisti molto vasto.

Questa presenza continua di questa società e di altre due a essa collegate, la “Edilogica” e la “Geologia”, a tutte le gare d’appalto in decine di comuni della Barbagia aveva dato origine all'inchiesta della procura della Repubblica di Oristano. Anche grazie al consistente contributo dei titolari di una società che era stata esclusa da un appalto già vinto con argomentazioni poco chiare, accompagnate da consigli in stile mafioso. Dopo l’ennesima esclusione, i titolari della società avevano presentato una circostanziata denuncia, che confermava quanto gli investigatori avevano appreso poco tempo prima da un esposto anonimo. Erano così cominciate indagini più approfondite, fatte con l’ausilio di microspie, intercettazioni telefoniche e controllo dei computer che ha portato alla scoperta del vasto giro di turbative d’asta che riguardavano decine di paesi.

Con progettazioni fac-simile presentate nei diversi uffici tecnici, molte delle quali fatte con una tale approssimazione da lasciare senza parole visto che carabinieri e finanzieri hanno scoperto piazze e immobili particolari in paesi dove non sono mai esistite. (plp)

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