La Nuova Sardegna

Lo tsunami dell’indagine si abbatterà sulla Regione

di Enrico Carta
Lo tsunami dell’indagine si abbatterà sulla Regione

Nelle mani della procura di Oristano c’è già l’elenco dei politici che stanno per ricevere l’avviso di garanzia

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ORISTANO. Questione di giorni e il terremoto che ha travolto alcuni municipi investirà la Regione. Non ci sarà bisogno di attendere l’inchiesta bis perché la procura della Repubblica di Oristano ha già i suoi nomi eccellenti nel lungo elenco degli oltre sessanta indagati dell’operazione “La Squadra”.

Indagati in Regione. Quella che consiglieri – divisi tra gli eletti nella passata e nell’attuale legislatura – e funzionari della Regione non si trovino al momento in una posizione del tutto comoda non è solo una voce insistente. L’iscrizione sul registro degli indagati di Gian Luigi Rubiu, non è quindi un fatto isolato, anche se per ora gli inquirenti hanno evitato di divulgare altri nomi. Quello del capogruppo di Alleanza Popolare è saltato fuori perché contenuto all’interno delle 254 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare con la quale il giudice per le indagini preliminari, Annie Cecile Pinello, ha disposto martedì scorso gli arresti in carcere, i domiciliari o gli obblighi di dimora per ventiquattro degli oltre sessanta indagati dell’inchiesta sugli appalti pilotati.

I nomi tra pochi giorni. Pochi giorni e un’ulteriore parte del velo cadrà facendo così venire alla luce i volti, sinora oscuri, di un’altra cospicua parte dei protagonisti di questa vicenda fatta di incarichi per la progettazione di lavori pubblici affidata ai soliti noti, di appalti indirizzati verso due studi professionali, di sindaci e funzionari pubblici compiacenti, di un fiume di denaro pubblico finito nelle consuete tasche.

Gli agganci “cagliaritani”. Dal primo momento, il sostituto procuratore Armando Mammone ha parlato dell’inevitabile collegamento tra chi gestiva «La Squadra» degli appalti e chi gestiva l’erogazione dei i finanziamenti regionali, ma sembrava che per scoprire chi fossero questi pezzi da novanta invischiati nelle indagini bisognasse attendere gli sviluppi degli altri due filoni dell’inchiesta. Invece non succederà, perché alcuni nomi di politici e funzionari ben collocati sono già in questo primo elenco.

Il riposizionamento. L’inchiesta e gli arresti hanno comunque bloccato il tentativo della Suadra di «riposizionarsi». Dopo le elezioni regionali dello scorso anno, lo scenario politico era infatti cambiato e questo avrebbe costretto il desulese Salvatore Paolo Pinna, considerato come il dominus della rete accusata di indirizzare gli appalti, ad allacciare nuovi rapporti. I volti e la maggioranza politica erano cambiati in Regione, ma la Squadra non si dava per vinta. Tra i dialoghi intercettati ve ne sono alcuni in cui i professionisti dialogano sulla necessità di cercare nuove sponde perché qualcuno tra i vecchi punti di riferimento non ricopriva più l’incarico tanto utile per avere le dritte sugli appalti.

Nuovi contatti. La necessità di rinsaldare i contatti diventa imprescindibile. E così ci sono gli approcci coi «nuovi» per non smarrire la vecchia strada che blindava l’arrivo dei finanziamenti ai Comuni e quindi degli incarichi ai professionisti o ai funzionari comunali che operavano come liberi professionisti in paesi lontani da quelli in cui ricoprivano l’incarico pubblico.

Nuovi confini. Oltre al riposizionamento in Regione, La Squadra che avrebbe lavorato per accaparrarsi gli appalti stava cercando anche di allargare i propri confini e la propria sfera d’influenza. Dopo aver imperversato in lungo e in largo nel Nuorese e in alcuni Comuni del Sulcis o del Cagliaritano, stava provando a instaurare rapporti con sindaci e amministratori dell’Oristanese. Un po’ per diffidenza, un po’ per onestà, un po’ perché sono scattati gli arresti, l’operazione è rimasta a metà strada.

Le decisioni del gip. Intanto la giornata di ieri è trascorsa senza che il giudice per le indagini preliminari abbia concluso il proprio lavoro. Alcuni degli indagati – Andrea Atzeni, Giampaolo Fois e Gianmaria Pintori sono coloro che hanno anche risposto all’interrogatorio – colpiti da misura di custodia cautelare hanno atteso invano la decisione sulle richieste di revoca o di attenuazione della misura. Sino a ieri sera nessun provvedimento era stato notificato. Tutto questo mentre gli uomini della Guardia di finanza hanno proseguito con le perquisizioni e la verifica della documentazione e dei computer sequestrati negli uffici nuoresi della Essepi Engeneering e in quelli cagliaritani della Edilogica.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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