Scava una fossa, il terreno cede: operaio muore soffocato
VILLASIMIUS. Stava partecipando, insieme a un collega che manovrava l’escavatore, alla realizzazione di un fossato in cui collocare una cisterna, quando è stato travolto e sommerso dal terreno...
VILLASIMIUS. Stava partecipando, insieme a un collega che manovrava l’escavatore, alla realizzazione di un fossato in cui collocare una cisterna, quando è stato travolto e sommerso dal terreno instabile depositato ai margini della buca.
Salvatore Loi, 41 anni, operaio saltuario, stava lavorando nel cortile dell’abitazione della madre Elena Pili, con la quale conviveva insieme a una sorella Giuseppina.
L’incidente mortale sul lavoro è accaduto la mattina del primo maggio in via Giotto a Villasimius. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del distaccamento di San Vito e la medicalizzata del 118 del distretto sanitario del Sarrabus Gerrei, allertarti dall’escavatorista, L.B. un trentottenne di Villasimius.
I soccorritori sono riusciti ad estrarre l’operaio ancora in vita e cosciente. Salvatore Loi poco dopo però è deceduto per asfissia, come ha certificato il medico del 118. I carabinieri della stazione e i colleghi del nucleo operativo della compagnia di San Vito, coordinati dai marescialli Sandro Sirigu e Antonello Caredda, hanno aperto una inchiesta per fare piena luce sulle cause.
Sul luogo dell’incidente si è subito formato un capannello costituito da parenti, amici e conoscenti che si è ingrossato con il trascorrere dei minuti. Tra i primi ad arrivare il sindaco di Villasimius Luca Dessì. «Conoscevo la vittima e sono profondamente dispiaciuto ed addolorato per quanto è accaduto». La tragedia avvenuta nel giorno della festa del lavoro ha scosso il paese e ha destato grande commozione. Salvatore Loi, nipote del vicesindaco Daniele Pili, era molto conosciuto e stimato. Il magistrato di turno, il pmGian Giacomo Pilia ha disposto il sequestro dell’area dove è avvenuta la tragedia e dell’escavatore utilizzato per eseguire i lavori. L’ispettorato del lavoro ha aperto una inchiesta per verificare se sono state osservate le norme di sicurezza.
Ieri mattina il magistrato ha disposto la restituzione della salma alla famiglia per il funerale. Il rito funebre sarà officiato questo pomeriggio alle 16 nella chiesa parrocchiale di san Raffaele Arcangelo dall’amministratore parrocchiale don Samuele Aru.
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