La Nuova Sardegna

E lo chiamano lavoro L’universo dei precari

Dopo il jobs act: tavola rotonda oggi all’Università di Sassari

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SASSARI. La recente approvazione dei primi decreti delegati sulla riforma del mercato del lavoro (il cosiddetto "jobs act") ha attirato l'attenzione della pubblica opinione sugli effetti esercitati sull'occupazione da questa riforma. Giudicata molto incoraggiante da parte del governo, l'esistenza di effetti positivi è stata vivacemente contestata da molti commentatori, che hanno messo in luce la mancanza, in proposito, di dati statistici sicuri e convincenti. La divergenza di valutazioni su questo particolare aspetto della riforma non può tuttavia far passare in secondo piano un'altra ben più importante questione, quella relativa al rapporto fra “lavoro” e “diritti”, che durante lo scorso anno ha contrassegnato il dibattito in Parlamento e nel Paese fra le forze politiche.

Nella convinzione che, anche in un mondo sempre più globalizzato, i diritti dei lavoratori non possano essere sacrificati sull'altare del miraggio dell'occupazione e della crescita, diversi movimenti e associazioni d'impegno civico e culturale (Circolo Progetto Progressista, associazione culturale Lamas, Magistratura Democratica, Gruppo giuridico Norberto Bobbio, Libreria Azuni, Asp-Associazione di Scienze politiche, Elsa- European Law Students Association, Run-Rete universitaria nazionale) hanno organizzato per oggi un incontro-dibattito che servirà a illustrare la parabola discendente registrata in questi ultimi anni dal diritto del lavoro, con una crescente precarietà che ignora le tutele previste dalla Carta costituzionale, dallo Statuto dei lavoratori e dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea. L’appuntamento è per le 17 nell’aula Segni del dipartimento di Giurisprudenza, in viale Mancini.

L'incontro sarà incentrato sui temi trattati nel recente libro “E lo chiamano lavoro”, di Rita Sanlorenzo e Carla Ponterio (Edizioni Gruppo Abele, 128 pagine, 12 euro). «Contrapporre il lavoro ai diritti – sostengono le autrici – non ha nulla a che fare con l'occupazione ma serve a ridefinire l'organizzazione della società e le sue gerarchie. Lo dice in modo evidente la parabola del diritto del lavoro, dallo Statuto del 1970 al jobs act. In poco più di qurant'anni è cambiato tutto e lo Statuto sembra, oggi, un guscio vuoto: il dilagare del mito della flessibilità, dipinto come risorsa per distribuire meglio tempi di vita e risorse economiche, non ha favorito lo sviluppo dell'occupazione, ma ha determinato impoverimento e insicurezza».

Nel dibattito di questo pomeriggio interverranno: Maria Vittoria Passino (Università di Sassari); Maura Nardin (Corte d'Appello di Sassari); Beniamino Lapadula (Centro studi Cgil); Alberto Valenti (Università di Sassari). Concluderà Rita Sanlorenzo, sostituto procuratore generale della Corte di Cassazione.

Sempre oggi ma alle 11,30 nell'aula magna del Canopoleno, Rita Sanlorenzo, incontrerà alcune classi delle scuole superiori per approfondire, attraverso le domande poste dagli studenti, il tema del lavoro, in particolare la relazione lavoro-diritti, dal dettato costituzionale allo Statuto del 1970 fino al jobs act. (red.c.)

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