La Nuova Sardegna

aperte due mostre al museo di corso magenta

In vetrina la civiltà nuragica, e i Giganti virtuali del Crs4

MILANO. Un’isola antichissima si presenta agli operatori di tutto il mondo con le testimonianze della sua storia e della sua cultura. Da ieri sera al museo archeologico di corso Magenta sono aperte...

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MILANO. Un’isola antichissima si presenta agli operatori di tutto il mondo con le testimonianze della sua storia e della sua cultura. Da ieri sera al museo archeologico di corso Magenta sono aperte due mostre sulla civiltà nuragica: l’Isola delle torri e Le Torri dell’Isola, Le hanno organizzate in sinergia giunta e soprintendenza per i Beni archeologici. Nel percorso è inserita un’installazione su Mont’e Prama: curata in collaborazione col consorzio regionale Crs4, permette di esplorare virtualmente ogni singola scultura in tutte le sue parti. Le immagini delle opere stanno già circolando sui bus milanesi grazie alla campagna dell’assessore del Turismo. Che tiene a sottolineare: «Vogliamo così creare una serie di rimandi, anche in chiave di incoming turistico. Non a caso, per accompagnare l’Expo, sono stati scelti simboli come i nuraghi e i Giganti. «Il turismo culturale – conclude Francesco Morandi - è un punto di forza da potenziare e valorizzare al massimo: la nostra civiltà è la più forte motivazione di viaggio, come dimostrano recenti studi sui flussi, tra i Paesi dell’Europa centrale e settentrionale. Perciò ci aspettiamo dalle due mostre un importante ritorno di immagine sul lungo periodo».

«È la più importante mostra sulla civiltà nuragica degli ultimi trent'anni: mai prima d'ora così tanti reperti provenienti dalla Sardegna e dal resto del territorio italiano hanno raccontato con tanta ampiezza le caratteristiche della cultura e dell’arte di quei secoli – commenta il soprintendente Marco Minoja – È anche l'occasione per fare il punto sulle ricerche, che nell’isola hanno fatto fare alla nostra conoscenza un vero balzo in avanti, mostrandoci una civiltà all'avanguardia nella protostoria del Mediterraneo», prosegue Minoja.

L’itinerario interno, oltre che dal soprintendente, è stato dalle archeologhe Gianfranca Salis e Luisanna Usai. E propone un vasto e articolato panorama di testimonianze e reperti: l’architettura, il mondo del sacro e quello funerario, le tecnologie costruttive, in particolare quelle idrauliche, la società, l’economia, il territorio, la metallotecnica e l’arte. Inseriti i contesti più significativi riportati alla luce dall’intensa attività di ricerca e tutela di soprintendenze e università sarde negli ultimi decenni.

Le due esposizioni resteranno aperte per l’intera durata dell’Expo 2015, quindi sino al 29 novembre. I visitatori saranno ‘accompagnati’ in un affascinante viaggio nel tempo, alla scoperta della storia millenaria dell’isola. (pgp)

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