«Palcoscenico per rilanciare i nostri vini»
Tante attese per l’enologia. Ma c’è chi critica la giunta: «Gli investimenti? Ancora troppo limitati»
MILANO. Tutti d’accordo: «Per rossi e bianchi sardi questo è un palcoscenico strepitoso: ci consente di rilanciare la nostra qualità nel mondo». Ma c’è anche qualche critica per la giunta: «Per noi investimenti limitati», dice Gigi Picciau, del Consorzio di tutela dei vini di Sardegna, ex presidente di ConfAgricoltura (gli era subentrata Elisabetta Falchi prima di dimettersi per fare l’assessore). «Come spesso avviene alla Regione si svegliano tardi: come potevano pretendere di mettere sul piatto 150mila euro e chiedercene altrettanti a tamburo battente, non potevamo farlo e così ci siamo ridotti a essere presenti a Milano solo alle manifestazioni collaterali». Più ottimisti invece altri uomini e donne marketing.
Spiega Lorenza Milani, brand manager di Sella&Mosca ad Alghero: «Siamo qui per valorizzare il vino sardo facendo squadra con le reti dei consorzi». Analoga la posizione di Antonello Muscau, responsansibile relazioni esterne del Consorzio per il vermentino di Gallura: «Vogliamo espanderci in oggi ambito». Aggiunge Matteo Dettori, area manager della cantina Meloni Vini di Selargius: «Questa è un’opportunità di estremo rilievo: dà visibilità allle nostre aziende e allo stesso tempo consente moderne occasioni per fare sinergia al nostro interno superando le diffidenze che ancora sussistono nei rapporti tra le diverse aziende dell’isola». Per vendere le produzioni al top dell’enologia, nostrana, insomma, tanti operatori hanno finalmente capito che occorre presentarsi compatti e uniti sui mercati internazionali. Anche per superare con la qualità e le eccellenze i problemi di quantità nei flussi verso l’export. Perché, come puntualizza Roberto Salis, che rappresenta la cantina di Santa Maria La Palma, il Consorzio di Alghero e del cannonau «quel che oggi interessa di più sfruttare ogni occasione già a partire dai prossimi workshop milanesi». (pgp)
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