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“Nel segno di Ares”, dipinti e oggetti per leggere la guerra

“Nel segno di Ares”, dipinti e oggetti per leggere la guerra

SASSARI. L’uomo è capace di far emergere la sua creatività ritagliandosi “momenti di pace” anche negli eventi più tragici della sua esistenza. È questo il filo rosso che attraversa tutta la mostra...

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SASSARI. L’uomo è capace di far emergere la sua creatività ritagliandosi “momenti di pace” anche negli eventi più tragici della sua esistenza. È questo il filo rosso che attraversa tutta la mostra “Nel segno di Ares. Armi di guerra, frammenti di pace” , che verrà inaugurata al Museo nazionale Sanna

La rassegna sarà visitabile sino al 15 ottobre e rappresenta uno degli appuntamenti di punta del Maggio sassarese. Si presenta come un percorso di tipo cronologico-tematico nelle stanze del Museo: le sale con “Le armi bianche”, presentano reperti dalla preistoria al ’900; la saletta con “La guerra di carta”, per le testimonianze del periodo più recente; “le armi da fuoco” compiono un percorso inverso, con reperti a partire dal ’900 sino alle prime testimonianze. Infine “Segni di pace” con le opere d’arte di Iacopo Scassellati e testimonianze dal passato.

«Nelle sezioni – spiega Giuseppe Zichi che con Gabriella Gasperetti ha diretto il progetto – è possibile rintracciare, dal mondo antico fino alla Grande Guerra, un valore estetico in cimeli che dovrebbero essere espressione del “brutto” e non del “bello” in quanto strumenti di morte. La mostra permette di interpretare la guerra attraverso una chiave di lettura orientata anche a cogliere l’aspetto artistico degli oggetti esposti. In loro c’è, seppur attraverso modalità diverse, la stessa quantità d’arte».

Ma c’è anche altro, tra le motivazioni di questa mostra. «Motivazioni – riprende Giuseppe Zichi – in parte riconducibili a quanto scriveva già nel 1916 la stessa Grazia Deledda. Il futuro premio nobel si faceva, infatti, interprete della necessità di dare una “visione esatta della guerra com’essa è”. Saranno in mostra testimonianze inedite di chi ha preso parte al conflitto del 1914-1918, soprattutto cartoline e fotografie, ma anche la cronaca della guerra fatta attraverso i più significativi periodici del periodo. «E sarà l'arte contemporanea – riprende Zichi – a mediare la sofferenza inflitta dalle armi, con le opere di un giovane artista sassarese, Jacopo Scassellati. È attraverso le opere di Scassellati che l’esposizione si allontana dalla semplice riflessione sulla storia e offre uno sguardo più complesso sull’attualità del conflitto e sulla necessità della pace, ancora oggi al centro del dibattito contemporaneo».

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