Un esercito che viaggia verso le 2mila unità
Il numero cresce ormai quasi quotidianamente. I 210 migranti arrivati ieri si aggiungono agli oltre 1400 che già popolano le strutture d’accoglienza dell’isola: 33 centri, sparpagliati in tutte le...
Il numero cresce ormai quasi quotidianamente. I 210 migranti arrivati ieri si aggiungono agli oltre 1400 che già popolano le strutture d’accoglienza dell’isola: 33 centri, sparpagliati in tutte le province, con il più a Cagliari (il Cara) che dovrebbe chiudere entro l’anno. Una situazione difficile, perché le strutture potrebbero presto rivelarsi insufficienti di fronte a nuovi arrivi. Ulteriori ondate da mettere in conto soprattutto adesso che si avvicina la bella stagione. La Sardegna, come tutte le altre regioni italiane, fa la sua parte nel piano di ripartizione migranti stabilito dal Ministero. La quota assegnata all’isola corrisponde al 2 per cento del totale dei migranti che arrivano nel territorio nazionale: a febbraio erano 67.128. La quota percentuale assegnata è la risultante di due parametri: la popolazione residente e il numero di stranieri già presenti nel territorio regionale. A febbraio 2015 i migranti in Sardegna erano 1402: 1020 sistemati nelle strutture temporanee, 294 al Cara di Elmas, 88 nei posti Sprar (sistema di protezione richiedenti asilo). Sono 30 invece i Msna, cioè i minori stranieri non accompagnati da almeno un genitore: vivono in case famiglia e un tutor si prende cura di loro. Alle 1402 unità di febbraio bisogna aggiungere sicuramente i 160 migranti arrivati lunedì ad Alghero da Catania e i 210 sbarcati ieri a Cagliari. La sensazione è che entro l’estate il numero di profughi nell’isola possa superare le 2mila unità.
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