«Ambiente ottuso e malato». «Invertiamo la rotta»
Amarezza, dolore e giudizi contrapposti sul sito della Nuova. L’omicidio di Orune scuote il web. E le reazioni sono tutt’altro che lineari. C’è chi - come Maria Giovanna Pani – dice che «il sorriso...
Amarezza, dolore e giudizi contrapposti sul sito della Nuova. L’omicidio di Orune scuote il web. E le reazioni sono tutt’altro che lineari. C’è chi - come Maria Giovanna Pani – dice che «il sorriso di Gianluca» è stato spento per sempre «dai vigliacchi neppure degni di essere considerati esseri umani». Mentre Mario Carboni replica: «Al momento non sappiamo niente, quindi sarebbe opportuno limitarsi a infondere coraggio ai familiari della vittima». Un altro navigatore, Mario Carboni, rafforza questa tesi e nello stesso tempo si sofferma su altri aspetti sostanziali di questa drammatica storia: «La vicinanza alla famiglia è primaria – sostiene – Ma è condivisibile l'esigenza di conoscere gli assassini e che sia fatta giustizia per Gianluca: perché solo il cordoglio non può bastare». Appello al silenzio, invece, da Gianpietro Talanas: «X favore tacete tutti, non siamo in grado di commentare ... abbiamo il più alto tasso di ignoranza.... possiamo avere tanti laureati ma l'ignoranza regna... in questo ambiente ottuso e malato da sempre...» . Controreplica di Maria Giovanna Pani: «Credo nessuno ti obblighi a vivere in un ambiente ignorante, ottuso e malato da sempre: ti è mai passato per la mente di emigrare?». Lo sgomento è al centro di altre argomentazioni via internet. Dice da Nuoro Tatiana Basile:«Dio mio... quando mi hanno detto la 'notizia' sono rimasta scioccata mammamia ho la pelle docca... non è possibile, era così giovane». E sempre dal capoluogo barbaricino un altro commentatore del web che si firma Tour Quoise risponde senza mezzi termini: «È proprio in questo momento che bisogna invertire la rotta, nel momento in cui si sta dalla parte di Abele, e Caino ha appena intinto il suo coltello nel sangue... riuscire a trasformare il desiderio di vendetta in desiderio di giustizia, senza se e senza ma, con la speranza di riabbracciare il nostro Gianluca».
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