Votanti in calo, ma non c’è stato il crollo
Rispetto al 2010 si registra un dato negativo di quasi nove punti nonostante i 6 candidati sindaco
PORTO TORRES. Il calo della percentuale dei votanti è stato contenuto più del previsto: cinque anni fa aveva votato il 75,35 per cento degli aventi diritto, ieri l’asticella si è abbassata la 66,87 per cento. La tanto temuta astensione di massa non c’è stata, senza considerare poi che cinque anni fa si votava anche di lunedì. Un dato di difficile interpretazione, proprio a causa delle differenti modalità di voto.
La presenza di ben sei candidati alla carica di sindaco non è servita a mantenere l’affluenza oltre i 70 punti percentuali, anche se il panorama è profondamente cambiato rispetto alle precedenti consultazioni elettorali. Una competizione elettorale nella quale non figurava il sindaco uscente Beniamino Scarpa, che proprio cinque anni fa si era presentato come la novità assoluta del panorama politico cittadino, anticipando peraltro molti degli slogan del movimento pentastellato.
Nulla da spartire fra le due formazioni politiche, è bene chiarirlo subito: Beniamino Scarpa si presentava a capo di una coalizione di centrosinistra (o meglio, di “sinistra-centro”, come spesso sottolineato in consiglio comunale), per poi virare su una posizione sardista e di centrodestra. Nel primo turno di cinque anni fa, la contesa vedeva ai nastri partenza il sindaco uscente Luciano Mura e l’ex sindaco Gilda Usai. Anche stavolta Mura e Usai si sono riproposti per guidare l’amministrazione di Porto Torres, ma stavolta la concorrenza è cresciuta fino a sei candidati. Cinque anni fa il ballottaggio aveva premiato Beniamino Scarpa, autore di una campagna elettorale più incisiva, ma grazie anche alla fronda interna del Pd che aveva scelto di non schierarsi con il candidato ufficiale del partito, cioè Luciano Mura.
Negli ultimi cinque anni il malcontento nei confronti della classe politica locale, regionale e nazionale è ulteriormente cresciuto, un malcontento acuito dalla devastate crisi economica che si è abbattuta sulla città anche in seguito alla chiusura del polo petrolchimico. Fattori che hanno certamente influito sul calo dei votanti e che finiranno per incidere anche sul risultato di queste amministrative. Se il tanto temuto astensionismo di massa non c’è stato, non è escluso che dalle urne possa saltare fuori qualche clamorosa sorpresa.
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