I 5 Stelle festeggiano poi spengono i cellulari
Impossibile avere una valutazione o un commento sul risultato del primo turno Resta il successo che ha fatto diventare il Movimento primo partito in città
PORTO TORRES. Il terremoto Cinquestelle si è abbattuto sulla politica portotorrese con una “violenza” inaudita. Che ha portato il MoVimento 5 Stelle a diventare il primo partito in città, distanziando di un migliaio di voti la corazzata Pd.
“The day after” del primo turno è stato piuttosto sonnacchioso un po’ per tutti. Anche per Sean Christian Wheeler, indiscusso protagonista di questo primo appuntamento elettorale. Il candidato alla carica di sindaco del MoVimento 5 Stelle aveva infatti trascorso buona parte della giornata e della nottata di domenica fra i seggi, in quanto rappresentante di lista. Poi ha inforcato la bicicletta per incontrare i cittadini, come ha scritto sui social. E, infine, la conta dei voti. Che da subito ha fatto capire che il MoVimento sarebbe stato comunque protagonista di queste elezioni comunali. Prima davanti a tutti, poi il sorpasso da parte della coalizione guidata da Luciano Mura. Al termine dello scrutinio, due verdetti: che Luciano Mura andrà al ballottaggio con un paio di punti percentuali di vantaggio su Sean Christian Wheeler, e che il M5S è il primo partito cittadino. Un vittoria, comunque si voglia leggere l’esito delle urne, che gli attivisti del MoVimento hanno “festeggiato” ben oltre l’alba. Inutile aggiungere che attivisti e simpatizzanti hanno inondato i social di annunci trionfalistici e di inviti ai candidati ad andare avanti su questa strada.
Con una certezza comune: la storia della politica portotorrese è cambiata con le elezioni del 31 maggio. Tanto che per alcuni sostenitori un’eventuale sconfitta al ballottaggio non cancellerebbe la portata del risultato ottenuto anche perché in consiglio comunale entrerebbe comunque un’opposizione determinata a non far sconti a nessuno, all’insegna dell’onestà e della trasparenza, e soprattutto senza alcun coinvolgimento con la politica del passato.
Osservanti, poi, della scelta fatta di avere pochissimi rapporti con i mezzi di informazione, da ieri mattina i telefoni cellulari dei vari esponenti del MoVimento o squillano a vuoto o sono spenti. Qualcuno, addirittura, non appena ha sentito che la chiamata arrivava dalla Nuova Sardegna, ha tagliato corto con un «mi dispiace, ma ha sbagliato numero». Cellulare che da quel momento, come gli altri in precedenza, ha preso a squillare a vuoto.
È comprensibile che, dopo una nottataccia, molti abbiano preferito riposare o andare al mare con moglie e figli, ma quanto accaduto domenica è un evento assolutamente inatteso che andrebbe comunque analizzato. Anche perché quella di domenica è stata solo la prima puntata e fra una dozzina di giorni gli elettori dovranno nuovamente recarsi alle urne per fare una scelta ben precisa fra i candidati del MoVimento 5 Stelle e quelli della coalizione di centrosinistra e sovranista. Ragione per la quale, nei prossimi giorni, i rappresentanti del M5S dovranno spiegare nuovamente ai cittadini cosa prevede il loro programma in materia di ambiente, industria, gestione del territorio, turismo, lancio definitivo del Parco Nazionale dell’Asinara. Temi e argomento che hanno un comune denominatore e cioé quello del lavoro, o meglio della mancanza di lavoro per quasi seimila portotorresi.
La scelta di non voler commentare i risultati e le strategie future finisce per apparire incomprensibile, soprattutto a quegli elettori che al primo turno hanno scelto altri candidati, altri partiti, altre coalizioni e che al ballottaggio saranno chiamati a fare la scelta fra Sean Christian Wheeler e Luciano Mura.
Visto che nessuno dei due candidati sembra voler stringere alleanze o accordi con quelli fino ad avantieri erano gli avversari, sarà quindi importante riuscire a convincere gli indecisi, i delusi del risultato del primo turno. In alcuni casi sarà un compito abbastanza semplice, visti i veleni delle ultime due campagne elettorali, che porterà una categoria di elettori a votare comunque “contro” qualcuno. Diverso, invece, il discorso per chi non è attivista, non ha sposato tesi precostituite, è ancora curioso di conoscere le intenzioni dei candidati. A quel punto a essere danneggiato è solo l’elettore che, magari poco esperto di computer, rete, blog e social, attende di poter leggere qualcosa sulla vecchia e (per adesso) insostituibile carta stampata. Anche questa è storia.
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