I terreni occupati da Mulas sono fuori dal polo sanitario
OLBIA. La già intricata vicenda che vede coinvolto Luigi Mulas, il 55enne servo pastore di don Luigi Verze rimasto senza energia elettrica nel suo piccolo stazzo, si è ulteriormente complicata. L’uomo...
OLBIA. La già intricata vicenda che vede coinvolto Luigi Mulas, il 55enne servo pastore di don Luigi Verze rimasto senza energia elettrica nel suo piccolo stazzo, si è ulteriormente complicata. L’uomo, che vive nella casupola a monte dell’ex San Raffaele (ora Mater Olbia) e che afferma gli venne concessa in comodato gratuito dal prete imprenditore ha anni usufruito di un allaccio abusivo al vecchio cantiere, un cavo che nei giorni scorsi è stato tagliato. L’area su cui sorge l’abitazione, un bilocale ricavato da un vecchio rudere ristrutturato, è rimasta nella disponibilità della procedura fallimentare dell’Ex San Raffaele di Milano, e non è stata inclusa tra i beni che sono stati alienati, alcuni giorni fa, alla neo società che porterà a termine i lavori del polo sanitario Mater Olbia.
L’energia elettrica è stata tolta in quanto risultava abusivamente allacciata alle utenze del vecchio cantiere dell’ex San Raffaele, che dalla scorsa settimana hanno cambiato gestione e amministrazione. La casa occupata da Luigi Mulas, infine, rientra tra gli immobili non censiti e ritenuti abusivi dall’ufficio tecnico del Comune di Olbia, per i quali è stato intimato – alla procedura fallimentare dell’Ex Fondazione San Raffaele –, l’abbattimento, così come è accaduto per la “casa rossa” del defunto don Verzè.
Infine, è qui arrivano le note dolenti, quei terreni non sono inclusi nelle zone strategiche per il completamento delle pertinenze del nuovo polo sanitario del Mater Olbia, che non li ha acquisiti com’è invece avvenuto per le altre aree circostanti.
Luigi Mulas, dal canto suo, è fortemente intenzionato a non lasciare l’abitazione e ieri un imprenditore del posto ha provveduto a recapitargli un gruppo elettrogeno con il quale il servo pastore potrà pompare acqua dal pozzo, accudire il bestiame e innaffiare l’orto. L’uomo è deciso a resistere e sono in diversi, in queste ore, ad occuparsi del suo caso. L’intervento a gamba tesa del presunto millantatore Alessandro Marini e dei suoi soci, che hanno sfruttato la buona fede del pastore, aveva rischiato di mandare a monte il contratto del Mater Olbia.
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