La Nuova Sardegna

Mura: «La sfida sulle proposte»

di Gianni Bazzoni
Mura: «La sfida sulle proposte»

Il candidato del centrosinistra aveva previsto il ballottaggio L’ex sindaco: la protesta non basta, non servono esperimenti

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PORTO TORRES. Seconda sfida al ballottaggio in cinque anni. Luciano Mura non è uno che cambia bandiera, la sua coerenza non è in discussione: è rimasto nel Partito democratico, anche se non sono mancate incomprensioni e momenti di difficoltà. E quando gli hanno chiesto di confrontarsi alle primarie non ha fatto un passo indietro, anche se poi la coalizione ha preferito saltare il passaggio e puntare compatta su di lui.

«Cosa penso? Che sono qui, con la mia faccia di sempre. Ho interpretato la politica con spirito di servizio, nessuno può dire che mi sono arricchito. Quando ho fatto il sindaco, come sono entrato sono uscito. Sapevo di andare al ballottaggio, con sei sfidanti era inevitabile. Però non pensavo che il confronto sarebbe avvenuto con il rappresentante dei Cinquestelle. Anche se in realtà per me cambia poco».

Luciano Mura ha riposato poche ore dopo la lunga notte a seguire l’evoluzione dei voti nei seggi, con il testa a testa tra lui e Sean Wheeler. All’inizio sembrava un disastro, poi il verdetto dell’urna ha dato il risultato finale e intorno alle cinque del mattino, l’esponente del centrosinistra ha realizzato che - in fondo - «non è andata così male».

Sotto lo sguardo attento del “fratellone” Renato, arrivato da Roma, ha tirato un sospiro di sollievo, senza mai perdere la calma, come è nel suo stile.

«Pensavo di andare al ballottaggio con Costantino Ligas – dice con tranquillità – ma ero consapevole che poteva scattare la sorpresa del Movimento Cinquestelle. E nell’ultimo periodo della campagna elettorale avevo percepito un calo dello schieramento di Ligas (è stato assessore nella sua giunta, ndc)con una evidente crescita del Movimento che ha candidato Sean Wheeler».

Luciano Mura difende il risultato ottenuto: 3683 preferenze con un quasi 30 per cento (29,96) che lo piazza comunque al primo posto davanti al concorrente “grillino” Sean Wheeler (per lui 3316 voti pari al 26,98 per cento).

«Era nei calcoli, avevamo ipotizzato un risultato simile. I numeri sono quelli, anche se era lecito immaginare qualche punto percentuale in più».

É già proiettato verso l’appuntamento del 14 giugno, Luciano Mura. Uno sportivo che crede nei valori della boxe e che in quegli ambienti c’è cresciuto, sa che le sfide impegnative - anche quando vengono date come impossibili - sono ancora più belle.

«Il voto di protesta va analizzato e rispettato – dice Luciano Mura, quasi pesando le parole – ed è più facile che, di fronte a una condizione di disagio e di precarietà diffuse, venga puntato il dito contro chi ha già avuto esperienze di governo. Io dico che la città attraversa uno dei momenti più difficili e ha pagato - con un isolamento drammatico - la scelta di un progetto (quello di Scarpa e di chi l’ha voluto) che è fallito perché era contro e non per la città».

Parla spesso di governo e di responsabilità, l’ex sindaco.

«La città ha bisogno di risposte, di scelte straordinarie. E solo con un rapporto stretto con i livelli regionali e nazionali abbiamo qualche speranza di attivare un percorso per la rinascita. Penso all’Area di crisi complessa, alla programmazione strutturale dell’area vasta, alle questioni del porto, del Parco nazionale dell’Asinara. Quindi, progetti concreti e non altri esperimenti. É il momento di passare dalla protesta alla proposta. Non c’è da distruggere ma da costruire».

Infine il ballottaggio: «Non faremo nessun tipo di accordo, ci rivolgeremo solo agli elettori e non ai capi delle coalizioni: siamo convinti di poter essere un punto di riferimento per tutta la città, a cominciare dai giovani con i quali il confronto è aperto. Su proposte e non su slogan».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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