Soru soddisfatto: «Siamo in testa» FI: «Uniti vinciamo»
Tutti guardano alla Regione e nessuno fa autocritica Il segretario Pd: confermato il radicamento nei territori
CAGLIARI. Tutti vincitori, come sempre accade all’indomani dello spoglio. Il fatto è che i vari portavoce più che guardare alle amministrative sembravano aver occhi soprattutto per la Regione. Lo fa soprattutto Forza Italia nel sostenere che l’esito delle elezioni va letto anche come «un segnale di sveglia per la giunta Pigliaru». Ma lo fa anche il Pd con questo passaggio nel comunicato ufficiale della segreteria Soru: «Siamo l’unica forza alternativa alla polverizzazione della protesta e alla trasversalità di alcune liste che non aiutano la chiarezza e penalizzano la volontà degli elettori». E questo messaggio potrebbe avere anche più di una eco in Consiglio regionale.
Soru. La valutazione è più che positiva per il segretario regionale del Pd. «Siamo in intesta in tutti i Comuni che andranno al ballottaggio. Abbiamo confermato anche il nostro radicamento con tanti sindaci e amministratori anche nei centri medi e piccoli». Per Soru, in queste elezioni, «è cominciato nel Pd il percorso di rinnovamento dopo le divisioni del passato» e «cominciamo a raccogliere i frutti». È un impegno – assicura il segretario ed europarlamentare – che «dobbiamo intensificare e proseguire soprattutto nei territori dove potevamo fare di più con il Nuorese e la Gallura». Dopo i ballottaggi, ci sarà anche autocritica nel Pd? Chissà.
Cappellacci. L’ex governatore e coordinatore regionale di Forza Italia prima dà una sguardo interno alla sua alleanza: «Dove andiamo uniti, vinciamo e anche a Quartu se fossimo stati uniti avremmo vinto al primo turno». Poi il pezzo forte della dichiarazione è sul centrosinistra: «A Tempo e la Maddalena dopo il tour elettorale di Renzi, Delrio e Pigliaru abbiamo vinto lo stesso. Il che vuol dire: i sardi sono già delusi dal centrosinistra e non si sono lasciati prendere in giro da quattro annunci dell’ultimo minuto». È secca la conclusione di Cappellacci: «Anche in Sardegna è finita la luna di miele su cui Renzi ha costruito la sua fortuna e allo stesso tempo è evidente che i sardi non sono per nulla contenti della giunta Pigliaru».
Cossa. «Ancora una volta – scrive il coordinatore regionale dei referendari – abbiamo dimostrato di essere determinanti e vincenti. Il nostro partito ha conquistato un successo innegabile e tutti dovranno fare i conti con noi adesso». La domanda è immediata, anche in Consiglio regionale? Oppure la dichiarazione di Michele Cossa è la conferma che i Riformatori vogliono avere le mani libere anche nei rapporti con il centrosinistra?
Sedda. Soddisfatto e i numeri lo confermano è il segretario del Partito dei sardi, che continua a essere il motore del laboratorio nazional-sovranista con Sel e Centro democratico. «Il partito – è la dichiarazione di Franciscu Sedda – ha raddoppiato la presenza dei suoi amministratori e contributo all’elezione di molti sindaci nel nord Sardegna. Abbiamo anche consolidato il nostro radicamento a Porto Torres e Nuoro dove eravamo presenti col nostro simbolo». È possibile che dopo questo successo il Pds chieda un’accelerazione nel progetto nazione sarda.
Pili. Per il deputato ex Forza Italia, «i risultati ottenuti da Unidos a Quartu, Porto Torres e Nuoro confermano la lungimiranza del nostro progetto politico». Secondo Mauro Pili «è sempre più chiaro che in Sardegna esiste un’alternativa forte e credibile alle coalizioni di destra e sinistra». (ua)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
