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Scuole in rivolta, scrutini bloccati

Scuole in rivolta, scrutini bloccati

Verso una forte adesione agli scioperi. I Cobas e gli altri sindacati: esami garantiti

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SASSARI. Scrutini bloccati nell'isola. Lo sciopero dei Cobas per oggi e domani è destinato a paralizzare gran parte delle scuole sarde. Alla protesta si aggiunge la decisione d'incrociare le braccia nella prima ora da parte di confederali, Snals, Anief e Gilda, tutti d'accordo con i colleghi dei Comitati di base nel contestare la riforma del governo. «Come Cgil, Cisl, Uil assieme agli altri sindacati autonomi sapevamo che molti dirigenti avrebbero tentato di giocare d’anticipo: così già da ieri e avantieri in tanti istituti si sono astenuti dal prestare il loro contributo facendo slittare le valutazioni», spiegano i loro rappresentanti. «Fatta eccezione per gli scrutini legati agli esami, in particolare quelli di terza media e della maturità, che saranno garantiti, tutto il resto dei giudizi verrà sospeso – ricorda il segretario regionale dei Cobas, Nicola Giua – In quei casi la legge non consente la sospensione: e noi in ogni caso non avremmo mai danneggiato i nostri stessi allievi». «Lo sciopero non è certo contro gli studenti, che anzi sono al nostro fianco, ma contro il premier e il suo ministro», attacca.

Altro che “Buona Scuola”, dunque. Le proteste sono su scala nazionale. In Sardegna a difendere il piano in discussione alle Camere sembra essere rimasta solo parte dei presidi. I quali, se il provvedimento fosse approvato, per i sindacati «assumerebbero la totale responsabilità della scuola, azzerando le prerogative degli organi collegiali strumenti di partecipazione, democrazia e pluralismo culturale per tutti». È, questo, uno dei tanti punti che non stanno bene a insegnanti e Unione degli studenti, che hanno già avuto modo di manifestare nell'isola la contrarietà nei confronti del programma governativo. Le iniziative di contrasto ora sfociate nel blocco degli scrutini sono state precedute da raccolte di firme, sit-in, prese di posizione da parte dei sindacati, di singole organizzazioni, comitati di precari, coordinamenti come quello degli idonei al concorsone del 2012. Insomma: è un mondo in rivolta, quello dell’istruzione, deciso a rinviare al mittente l'intera proposta contenuta nel disegno di legge.

Dure critiche alla scelta di alcuni dirigenti di anticipare gli scrutini. Secondo i Cobas, poi, un domani «la chiamata diretta da parte dei presidi costringerebbe i docenti “prescelti” - sotto costante ricatto di espulsione se non più graditi – a rinunciare alla propria indipendenza e a diventare fidi esecutori della volontà del “capo».

Di più: «La valutazione di studenti, docenti, e scuole basata sui Quiz Invalsi, prove standardizzate e decontestualizzate di conformismo culturale, ridurrebbero l'insegnamento ad addestramento e i docenti a somministratori e tabulatori». Tutti i sindacati, poi, si oppongono al finanziamento fai-da-te: «Donazioni private che aumentano il divario tra scuole di serie A e di serie B». (pgp)

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