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Cagliari, "Fiori di campo": il viaggio di Anna Marceddu fra i rom

Daniela Paba
Cagliari, "Fiori di campo": il viaggio di Anna Marceddu fra i rom

Protagonisti i bambini, la fotografa racconta storie di gioia, di fatica e di speranza alla galleria Trigu in via Corte d'Appello 27

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CAGLIARI. Ci sono sguardi che ti accompagnano per la vita. “Fiori di campo”, viaggio fotografico tra i rom, è il titolo della mostra che Anna Marceddu dedica ai bambini dei campi nomadi intorno a Cagliari: ventisette fotografie a colori, per altrettanti ritratti di bellezza e speranza. La mostra è ospite fino al 21 giugno della galleria “Trigu”, in via Corte d'Appello 27, nel cuore di Castello.

All'ingresso e alla fine del percorso un paio di immagini in bianco e nero, stampate in grande sui banner, come nello stile della fotografa sarda. Anna Marceddu ha cominciato a frequentare i campi rom a metà degli anni Ottanta, ma, salvo alcuni scatti esposti negli anni Torino e a Dorgali, ha sempre tenuto per sé quelle immagini.

«Un lavoro lungo – racconta – non ho mai fatto molti scatti, era importante rispettare, se c'erano malumori. Poi però sono stata accolta, sono diventata una di famiglia e la soddisfazione più grande è stata passare dalla percezione di appartenere a due mondi separati a quella si una distanza che si era accorciata fino a scomparire. Senza negare le difficoltà e senza fare falsa retorica ho visto sparire la differenze e provato la gioia di conoscere. Questa mostra non la faccio solo per me, è un omaggio a loro. Quando sento parlare Salvini che vuole radere al suolo i campi Rom mi si gela il sangue. A Madrid, solo per fare un esempio ci sono, 80mila nomadi ma non c'è un campo rom: hanno trovato altre soluzioni». L'ingresso della fotografa sarda in un mondo che corre parallelo al nostro, alle periferie di Cagliari e Selargius, fatto di roulottes e baracche, è la storia di una condivisione di momenti quotidiani. Come scrive Marco Peri nella presentazione, tra un pranzo allestito insieme e una festa, “Anna Marceddu ha raccolto storie e testimonianze raccontando la povertà, la fatica e la gioia di vivere”. Fedele alla sua storia personale e politica ha ritratto il ruolo delle donne e la cura del bene più prezioso per le famiglie rom: i bambini e le bambine. «Fiori di campo» è un viaggio fotografico dentro una comunità circondata da stereotipi e discorsi d'odio che l'artista presenta “con piacere, perché la gente veda”, senza paure e preconcetti la bellezza della vita. La stessa che brilla negli occhi sorridenti di tutti i bambini.

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