La Nuova Sardegna

Ballottaggi, resa dei conti Prova di forza dei partiti

Il centrosinistra parte dal 3 a 1 di cinque anni fa e punta a fare bottino pieno Il centrodestra rilancia e spera nel pareggio. Il M5S vuole far saltare il banco

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CAGLIARI. Senza togliere nulla al primo turno, a pesare sulla politica regionale saranno i quattro ballottaggi di domani. Il risultato finale di Porto Torres, Nuoro, Sestu e Quartu potrebbe aprire scenari impensabili due domeniche fa, anche se qualcosa d’importante è comunque accaduto dopo il voto nei Comuni sotto i 15mila abitanti. Siamo alla resa nei conti dovunque e comunque anche per la giunta Pigliaru. Si è liberata abbastanza bene dell’incubo rimpasto subito dopo le elezioni amministrative, ma lo stato di salute della maggioranza che ha alle spalle è fondamentale per capire come andare avanti col programma di governo.

Centrosinistra. Più che per la coalizione, l’esito dei ballottaggi peserà in casa del Pd. Sono le prime elezioni per il segretario regionale Renato Soru, eletto alla fine di ottobre dell’anno scorso da una larga maggioranza interna che potrebbe pero sfaldata in questi mesi. Soru ha un compito: non fare peggio del 3 a 1 di cinque anni fa, quando il centrosinistra vinse a Nuoro, dove oggi è diviso, a Sestu e a Porto Torres, dove allora una parte della sinistra preferì allearsi col Psd’Az e voltare le spalle al Pd. Nel 2010 l’unica sconfitta incassata fu quella di Quartu. Secondo alcune indiscrezioni, oggi il Partito democratico punterebbe a vincere in tutti e quattro Comuni. A Nuoro sarà guerra fratricida fra Alessandro Bianchi, è sostenuto da gran parte della coalizione, e Andrea Soddu, che invece ha le spalle chi in questo caso è uscito dal gruppo, La Base. A Porto Torres, dove parte in vantaggio, il centrosinistra guidato da Luciano Mura è preoccupato dall’incognita Cinque Stelle. A Sestu, qui è in svantaggio, teme lo strapotere dei Riformatori in quel Comune. Però a Quartu gli stessi referendari sono i compagni di viaggio dell’ultim’ora del centrosinistra dopo aver rifiutato a livello regionale un accordo volante con Forza Italia. Nell’accordo Pd-Riformatori c’è già chi vede un anticipo di quanto potrebbe accadere fra un anno nelle elezioni comunali di Cagliari. In conclusione: sotto il 3 a 1 l’alleanza non vuole scendere e il Pd ancora meno. Qualunque altro risultato aprirebbe scenari tumultuosi di cui il resto della maggioranza non vuol sentir parlare e che invece potrebbe avere effetti collaterali sulla segreteria Soru.

Centrodestra. Essere arrivata al secondo turno, a Quartu, è già un mezzo miracolo per l’opposizione. In questo Comune non è rimasto nulla dell’alleanza vittoriosa del 2010 e anche Forza Italia era divisa due domeniche fa. Eppure il sindaco uscente Mauro Contini (Fi) s’è piazzato al secondo posto e domani spera di rimettere assieme quell’elettorato diviso in tre tronconi. Se il centrodestra dovesse pareggiare i conti (cioè vincere a Quartu e a Sestu) sarebbe un altro miracolo e che darebbe ancora più sostanza alla vittoria al primo turno a Tempio e La Maddalena, strappate al centrosinistra.

Cinque stelle. È una domenica importante anche per il Movimento di Beppe Grillo. Una vittoria a Porto Torres vorrebbe dire trovare spazio in un secondo Comune della Sardegna dopo la vittoria a sorpresa molti anni fa ad Assemini. E a quel punto il centrosinistra si che avrebbe un vero motivo per interrogarsi sul suo futuro. (ua)

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