Il dato politico: il bipolarismo è finito
Il bipolarismo è finito domenica e forse in Regione sarebbe morto molto prima se alle elezioni del 2014 si fossero presentati i Cinque Stelle, o in aula fossero riuscite a entrare altre forze diverse...
Il bipolarismo è finito domenica e forse in Regione sarebbe morto molto prima se alle elezioni del 2014 si fossero presentati i Cinque Stelle, o in aula fossero riuscite a entrare altre forze diverse da quelle classiche. Sta di fatto che gli ultimi ballottaggi hanno emesso la loro sentenza in differita: non esistono più i partiti-guida nel centrosinistra e neanche sul fronte opposto, il centrodestra. In cinque anni, nei quattro Comuni convocati alle urne, il Pd ha perso molto e Forza Italia moltissimo. Lo stesso è accaduto ai due poli contrapposti: l’alleanza oggi al governo della Regione alle amministrative è in caduta libera, l’opposizione in Consiglio è finita a sua volta nel precipizio. Nel confronto fra i voti conquistati al primo turno nel 2010 (sempre a Porto Torres, Nuoro, Quartu e Sestu) e quelli di questo maggio, il Pd si è divorato 4mila preferenze. Forza Italia ha pagato un dazio ancora peggiore: oltre 9mila voti in meno. Per la verità anche gli alleati principali dei due (ex) partiti guida non hanno fatto sfracelli da una stagione all’altra: con un meno generalizzato molto vicino all’uno per cento. Lo stesso dimagrimento, sempre in cinque anni, l’hanno patito le due coalizioni. Quella di centrosinistra è andata sotto di cinque punti in percentuale: sono poco più di 7 mila voti volati via, anche se va detto che nel 2010 non soffiava ancora forte il vento del sovranismo o dell’indipendentismo di governo che poi, alle regionali del 204, è stato fra i motivi del successo della coalizione capeggiata da Francesco Pigliaru (foto). Quella di centrodestra – frastagliata come non mai in questa tornata elettorale soprattutto a Quartu – ha messo assieme in cinque anni quasi 13 punti in meno, cioè non è stata più votata da oltre 12mila elettori. Di contro a crescere a dismisura sono state le altre coalizioni invece non presenti nel 2010 nei quattro Comuni al ballottaggio: oggi schizzate oltre la barriera del più 17 per cento, con 11mila voti conquistati dal nulla. La matematica dice però che quanto perso dai poli storici non è finito però in altre mani, e allora? Quello che manca ancora, nell’addizione, è l’astensionismo, con quasi 9mila elettori che dal 2010 al 2015 hanno disertato i seggi.
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