Strategia per il lavoro, ecco 325 milioni
La Giunta presenta il suo progetto per aggredire la disoccupazione giovanile e reinserire chi è stato espulso dal mercato
CAGLIARI. La scommessa è questa: spazzare via il terrore che la Sardegna rimanga ancora prigioniera della disoccupazione. È il dramma dei drammi, per i giovani, ma anche per chi a 40-50 anni è stato espulso dal mercato del lavoro. La Giunta ha deciso di mettere sul tavolo 325 milioni per avere ragione del peggiore mostro generato dalla crisi. Lo farà con il progetto «investire sulle persone» e ancora una volta con la strategia della programmazione unitaria: fondi europei, nazionali e regionali messi tutt’insieme a correre per dar fiato e gambe a quelle che l’assessore Virginia Mura da sempre chiama «politiche attive del lavoro». Messe di nuovo in fila nel giorno della presentazione ufficiale della delibera approvata dalla Giunta. «Vogliamo permettere ai giovani – ha detto – di entrare davvero in contatto con le imprese e attraverso i nuovi Centri servizi per il lavoro mettersi in mostra grazie ai titoli di studio e le loro capacità». Più complicato è il discorso di come reinserire gli ex lavoratori: «Di certo – ha proseguito l’assessore – non seguiremo più il vecchio tracciato dell’assistenzialismo, leggi ammortizzatori sociali, ma puntiamo a una loro riqualificazione e quindi con la possibilità che possano essere riassorbiti dalle imprese». Il problema è che allo stesso tempo dovrebbe crescere anche buona parte del tessuto economico regionale oggi ancora al collasso. «I segnali di ripresa ci sono anche se ancora molto lenti», ha detto l’assessore alla Programmazione Raffaele Paci, per poi aggiungere: «Con il piano infrastrutture, quello a favore della scuola e ora l’occupazione vogliamo aggredire la crisi da più parti e ripartire sulla strada dello sviluppo».
Il dettaglio. Per le politiche attive del lavoro il pacchetto prevede 324,571 milioni tra risorse regionali (146), statali (9) e 170 di fondi europei. È questa la filosofia della programmazione unitaria: una sorta di cassa unica. Una parte dei finanziamenti arriva in eredità dalle precedenti gestioni politiche. In effetti i i nuovi stanziamenti sono 50 milioni, risorse regionali, e 170 milioni fondi europei. Per la riorganizzazione dei servizi per il lavoro saranno messi subito a disposizione 32,5 milioni: serviranno anche per sostenere il progetto «Garanzia giovani», 33mila gli iscritti, su cui la Giunta continua a puntare molto nonostante qualcuno dica che il modello zoppichi. Comunque a favore dell’occupazione giovanile sono stati destinati oltre 76 milioni solo quest’anno.
Per le politiche di flessicurezza, destinate a restituire un futuro ai 54mila ex lavoratori finora assistiti con gli ammortizzatori sociali, la Regione impiegherà 42,8 milioni ed è sicura di «restituire al mercato delle imprese lavoratori veri e ancora più preparati per rispondere alle esigenze delle aziende». Un capitolo del progetto prevede il riordino della formazione professionale (18,7 milioni) che da sempre è uno dei punti deboli del cosiddetto reintegro. Ancora più nel dettaglio: a favore di azioni innovative per l'occupazione sono stati stanziati 31,7 milioni, 10,6 a favore dell'occupazione femminile, 20,9 a sostegno di iniziative imprenditoriali e infine 91 milioni per migliorare l’accesso all’occupazione.
Le novità. Sono il contratto di ricollocazione (lo stanziamento è di 9 milioni), il workers per incentivare l’avvio d'impresa da parte dei lavoratori (15 milioni), il progetto Edili per la riqualificazione nell'edilizia (6 milioni), e anche un intervento di 7,5 milioni che può essere spiegato come un prestito previdenziale destinato ai lavoratori dipendenti ai quali mancano uno o due anni alla pensione ma per evitare di finire come gli esodati del ministro Fornero potranno pagare a costo zero i contributi che a loro mancano.
I progetti già avviati. Garanzia giovani, le azioni di flexicurity (per i lavoratori ora coperti dagli ammortizzatori sociali, il microcredito (7,1 milioni di cui è stato speso il 70 per cento) e i cantieri per l’occupazione (31 milioni). «Di fatto – ha detto Paci – abbiamo impegnato un altro pezzo importante del bilancio e andiamo avanti con la strategia di ampliare la competitività e dall'altra, col mutuo infrastrutture, creiamo occasioni di lavoro». Secondo l'assessore Mura «finalmente invertiamo la rotta e diamo una possibilità ai giovani e riavviciniamo al lavoro chi è stato espulso». Tutto sulla carta sembra perfetto, sarà l’Istat a dire, con i suoi numeri, quando e come l’obiettivo sarà raggiunto. (ua)
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