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S. Lucia, l’acqua di Bonorva ha 120 anni

di Luca Fiori
S. Lucia, l’acqua di Bonorva ha 120 anni

L’azienda fondata da un industriale comasco a fine Ottocento distribuisce nell’isola più di dieci milioni di bottiglie l’anno

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SASSARI. Tra storia e leggenda, tra riti millenari e proprietà terapeutiche. C'è qualcosa di magico e di antichissimo che sgorga ai piedi di una piccola costiera di rocce trachitiche brune, al limite orientale del piano acquitrinoso di Santa Lucia, nelle campagne di Bonorva. Fu Giulio Negretti, industriale comasco, che riconobbe in quelle polle d’acqua sorgiva, situate nel costone del monte Oltovolo, la bontà del sapore e le particolari caratteristiche. Fu sua l’intuizione di fondare uno stabilimento nel versante della collina. Riuscì ad avere le prime analisi dell’acqua nel 1895 dal professor Fausto Sestini dell’università di Pisa. Sono passati tanti anni e l’acqua della Fonte di Santa Lucia continua ad essere tra le più apprezzate dell’isola. Questo pomeriggio alle 17 nella sala conferenze dell'hotel Carlos V di Alghero l'azienda, che oggi dà lavoro a 12 dipendenti, festeggerà i 120 anni di storia.

«Un traguardo importante - spiega Giuseppe Piras presidente del Cda - perchè da tre generazioni l'acqua Santa Lucia è sempre gestita dalla stessa famiglia». Al convegno, moderato dal caporedattore centrale della Nuova Sardegna Francesco Pinna, sono stati invitati gli assessori regionali all'Industria e alla Sanità, Maria Grazia Piras e Luigi Arru.

Per illustrare le proprietà dell'acqua Santa Lucia, conosciute già in epoca prenuragica, interverranno la nutrizionista Maria Laura Fois e il direttore dell'istituto di igiene Antonio Azara. Giorgio Demuro dell'Associazione italiana Sommelier parlerà invece della "Carta delle acque", mentre lo storico Sandro Ruju racconterà la storia dei 120 anni della Santa Lucia, una piccola industria che ai primi del secolo scorso era già in grado di imbottigliare 140mila bottiglie all'anno. Oggi l'azienda di Bonorva ne colloca nel mercato oltre dieci milioni: la maggior parte finiscono sulle tavole dei sardi e una piccola fetta arriva in Corsica.

«Stiamo guardando a nuovi mercati come l'Inghilterra e la Germania - spiega Giuseppe Piras - quelli sono paesi in cui per una buona acqua il cliente è disposto a mettere mano al portafoglio». Per via delle sue qualità e dei minerali che contiene, il ferro in modo particolare, l'acqua Santa Lucia fu inizialmente imbottigliata dalla Carlo Erba di Milano e distribuita nelle farmacie. Seguirono il primo imbottigliamento a mano e alcune onorificenze a Tripoli, Torino e Parigi nel 1907 e 1911. Le prime etichette del 1922 e del 1925, le medaglie e la prima autorizzazione ministeriale del 1927, sono tuttora conservate nell’ufficio dello stabilimento. «Durante la Seconda Guerra mondiale - ricorda Giuseppe Piras - l'acqua venne requisita per dare da bere ai reparti dell'aviazione di stanza a Elmas. ».

Dopo la morte di Giulio Negretti, lo stabilimento è stato spostato dai figli nella parte bassa della collina, dove è stato ampliato e ammodernato. L’acqua che sgorga in questa zona, attorniata da vulcani spenti, ha un sapore caratteristico dovuto alla prevalenza di alcuni minerali (bicarbonato, calcio, fluoro, ferro e manganese) che ben si sposano con le bollicine che possiede sin dalla falda.

Dal 1992 la linea in vetro a rendere è stata ampliata con l’avviamento della linea che fa Pet e vetro a perdere. Molti, moltissimi anni prima un buon numero di quelle polle che ispirarono Giulio Negretti sgorgavano in un ampio recinto circolare, una specie di primitivo anfiteatro, simile a quello del sito di Romanzesu a Bitti, testimonianza indubbia del culto delle Acque in Sardegna.

Un culto sacrale di età prenuragica e nuragica che non può che collegarsi alle virtù terapeutiche delle acque. Le popolazioni nuragiche eseguivano suggestivi riti di purificazione e curavano le malattie di occhi e ossa con le acque. I sardi della preistoria avevano dell'acqua un rispetto così alto e sacro da elevarla a divinità. L’acqua era oggetto di culto per il suo carattere di divinità sotterranea che emerge e garantisce il processo naturale della vita.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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