La Nuova Sardegna

«In povertà nell’isola 24 famiglie su 100»

«In povertà nell’isola 24 famiglie su 100»

Secondo l’Istat sono 173mila i nuclei in difficoltà. Putzolu (Cisl): «La Giunta preveda un assessorato ad hoc»

2 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Famiglia e lavoro. Sono questi i passaggi obbligati per la rinascita della Sardegna, che nella prossima e sempre più necessaria riforma-riorganizzazione della Regione - secondo il segretario generale della Cisl sarda Oriana Putzolu - dovrebbe prevedesse un «Assessorato alla Famiglia e al welfare». Per il sindacato sono questi i principali temi da mettere al centro dell’azione del governo Pigliaru.

Se la famiglia soffre – oggi sono 173mila nell’isola i nuclei familiari in sofferenza economica e l’incidenza della povertà riguarda 24 famiglie su cento - è in difficoltà tutta l’economia. «Anche il progressivo spopolamento della regione - sostiene Oriana Putzolu - si può fermare solo con adeguate politiche per il lavoro e per la famiglia». L'innovazione istituzionale dovrebbe passare - secondo il sindacato - attraverso una Conferenza regionale sulla famiglia: un confronto a tutto campo per individuare politiche finalizzate a stabilizzare il benessere familiare. Sulla base della rilevazione delle forze di lavoro dell’Istat, nel 2014 la quota delle famiglie dove nessun componente aveva un lavoro era pari in Sardegna al 23,6 per cento, un dato inferiore alla media del Mezzogiorno, ma più accentuato di quella italiana (rispettivamente 27,5 e 16,7 per cento). Nell’isola circa il 21 per cento della popolazione e il 13,9 per cento dei minori nel 2014 viveva all’interno di queste famiglie.

Dal 2009, anno in cui gli effetti della crisi economica sono ricaduti pesantemente sul mercato del lavoro, la quota delle famiglie senza lavoro in Sardegna è cresciuta di 6,3%, pari a circa 36 mila famiglie transitate in questa condizione; per il Mezzogiorno e per la media italiana la variazione è stata pari rispettivamente a 5,3 e 2,9 punti percentuali. Lo dice Bankitalia nel suo ultimo rapporto (11 giugno 2015): «L’incidenza delle famiglie senza lavoro è aumentata in regione per tutte le tipologie familiari - spiega Oriana Putzolu - ma in misura maggiore tra le famiglie con due componenti in età da lavoro». La crisi ha inoltre deteriorato le condizioni occupazionali delle famiglie sarde dove almeno un componente ha conservato un impiego.

I dati dell’indagine sulla condizione di vita delle famiglie dell’Istat (Silc), nel 2012, certificavano un reddito disponibile equivalente delle famiglie sarde era pari a 16.486 euro, un dato superiore alla media del Mezzogiorno, ma inferiore di oltre il 9% a quello nazionale. «I sacrifici della famiglia hanno consentito alla Sardegna di resistere alla crisi economica. La fuga dei giovani (oltre 20 mila in tre anni) è il segnale che anche la famiglia sta cedendo - conclude Oriana Putzolu - la Giunta Pigliaru deve intervenire».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative