Assessorato del lavoro, sinistra: chiarezza su sede
Criticata la scelta di trasferire il personale nell’edificio dell’Immobiliare Europea Interrogazione del consigliere Unali (misto): «Perché vendere l’edificio?»
CAGLIARI. Rifondazione comunista-Sinistra sarda chiede che «venga fatta chiarezza» sull’operazione di trasferimento degli uffici dell’assessorato al lavoro dalla sede storica di via 28 febbraio alla torre di via San Simone, proprietà dell’Immobiliare Europea. In una nota firmata dal segretario regionale Giovannino Deriu si chiede all’amministrazione Pigliaru «che la Regione operi nella massima trasparenza quando si tratta di utilizzo delle risorse pubbliche nonché di organizzazione di uffici e servizi pubblici che abbiano al centro i diritti della collettività e non gli interessi di qualcuno». Si legge nella nota: «L'urgenza di procedere con importanti lavori di messa in sicurezza nell'attuale sede dell'assessorato non giustifica l'immediato e totale sgombero del palazzo di via 28 febbraio, perché è possibile procedere con i lavori senza interruzione dell'attività negli uffici della storica sede. Persino in grandi ospedali vengono realizzate importanti opere di restauro e rifacimento degli impianti, piano per piano, senza che venga ravvisata da nessuno la necessità di uno sgombero integrale. Ma allo stato attuale, non soltanto non si ha notizia circa l'avvio di questi lavori, ma da troppo tempo non c'è traccia neppure dei lavori di manutenzione ordinaria da parte dell'amministrazione».
Secondo Rifondazione comunista-Sinistra sarda «abbandonare una prestigiosa e funzionale sede di proprietà per poi dover ricorrere a locali in affitto che comportano onerosi contratti di locazione con durata incerta e indefinita, contrasta palesemente i principi di economicità ed efficienza che la stessa Giunta regionale pareva aver adottato». Al documento di Rifondazione è seguita un’interrogazione del consigliere regionale Alessandro Unali, del gruppo misto, che ripercorsa la vicenda e contestata la scelta di smembrare gli uffici dell’assessorato definisce «incomprensibili e inspiegabili le decisioni assunte dall’amministrazione regionale, che delineano un quadro caratterizzato da confuse soluzioni progettuali e da lavori di adeguamento di un edificio in locazione, rispetto ai quali non si conosce neppure la data di conclusione».
Unali chiede alla giunta regionale «quali sono le motivazioni, anche di natura economica, che sottendono la scelta di insistere nel mantenere ascritto lo stabile di via 29 febbraio tra i beni in vendita» e perché si punta a trasferire i dipendenti in un edificio in locazione «quando sarebbe stato più opportuno rescindere il contratto di locazione, con minori aggravi di costi per le risorse pubbliche, secondo le previsioni della delibera della giunta regionale 11/1 del 24 marzo 2015».
Una dura nota di opposizione al trasferimento è stata inviata alla Regione anche dalle sigle sindacali, che insistono sulla possibilità di eseguire i lavori senza spostare il personale in altri uffici. (m.l)
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