La Nuova Sardegna

Pigliaru: «Esercitazioni, lo stop estivo non si tocca»

Replica alla Difesa dopo lo strappo nel Comitato paritetico misto sulle servitù «Lo Stato deve ottemperare a tutti i suoi doveri, a cominciare dagli indennizzi»

2 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Controffensiva su larga scala del governatore. Dopo lo strappo nella seduta del Comipa, dove i componenti di nomina regionale hanno lasciato per protesta la sede dell’incontro, il presidente della giunta avverte: «Lo Stato deve ottemperare a tutti i doveri che ha nei confronti dell’isola, i tempi della sospensione delle esercitazioni non sono in discussione». Un messaggio chiaro, che non prevede evidentemente nuove risposte dai Comandi segnate da “se” o da “ma”.

Nel corso del vertice tenuto nei giorni scorsi tra i membri militari e civili del Comitato paritetico misto sulle servitù, infatti, i rappresentanti delle forze armate avevano adombrato la possibilità di una revisione dei termini dello stop all’addestramento nei poligoni. Che quest’anno è stato esteso per un mese più del solito. Un alt che proprio di recente ha contribuito al trasferimento in Sicilia di una serie di war games inizialmente previsti in Sardegna.

Spiega comunque Francesco Pigliaru ai vertici della Difesa: «In nessuna misura e in nessuna maniera verrà permesso a chicchessia d’infrangere gli accordi siglati lo scorso 8 gennaio». Quel protocollo bilaterale firmato dal sottosegretario alla Difesa Domenico Rossi e dallo stesso governatore stabilisce, «per la prima volta», come ricorda in una nota l’esecutivo sardo, il blocco delle esercitazioni dal primo giugno al 30 settembre. Ma l’intesa, sottolinea il governatore, «è un dato di fatto sancito: si può riprendere in mano solamente per garantire un ulteriore allungamento dei tempi di sospensione». «Va detto che quegli accordi prevedono il raggiungimento di obiettivi di medio-lungo termine su cui stiamo lavorando e di altri di breve termine – incalza ancora Pigliaru – Su questi ultimi è evidente che ci sono criticità dovute a una inaccettabile inerzia da parte dello Stato, a cominciare dal ritardo nel pagamento delle compensazioni ai Comuni maggiormente gravati da servitù, ritardo non più tollerabile, che ormai supera l'anno». E sul punto il presidente contrattacca ancora: «Già una settimana fa abbiamo inviato una nota di forte richiamo allo Stato perché ottemperi senza ulteriore indugio ai doveri che ha verso la Sardegna, su questo come su tutti gli altri fronti nei quali il confronto è aperto». (pgp)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative