Premio Strega Tutti i tifosi salottieri della Ferrante
MASSIMO ONOFRI. Ho votato Mauro Covacich, autore d’una bellissima raccolta di racconti per Bompiani, “La sposa”, ma che lo Strega lo abbia vinto Nicola Lagioia non mi dispiace. E non solo per il...
MASSIMO ONOFRI. Ho votato Mauro Covacich, autore d’una bellissima raccolta di racconti per Bompiani, “La sposa”, ma che lo Strega lo abbia vinto Nicola Lagioia non mi dispiace. E non solo per il fatto che “La ferocia” (Einaudi) è un ottimo libro, ma perché i giurati del Premio non hanno avallato una delle OPA più ipocrite e moralistiche, che siano state mai lanciate sullo Strega e che voleva come vincitore Elena Ferrante, pseudonimo non si sa di chi, la cui candidatura, per altro, violava almeno una delle regole: che non possa partecipare chi ha già vinto nei tre anni precedenti l’edizione in corso, fatto non appurabile, appunto, in quanto Ferrante non aveva intenzione di svelarsi, né di presentarsi alla cerimonia, una volta vinto. Ferrante, dico: sponsorizzata dalla sinistra da salotto (Serena Dandini) e di battaglia (Saviano). Ferrante: che è intervenuta sui giornali per dire che solo nel caso della sua vittoria il Premio avrebbe dimostrato la sua serietà. Tutto questo mentre la più brutta diretta televisiva della storia del Premio Strega veniva affidata a Concita De Gregorio, tifosa della Ferrante. Nelle inquadrature Rai dei libri candidati, sistemati sul tavolo delle interviste, uno solo ovviamente svettava ben visibile: potete immaginare quale.
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