La Nuova Sardegna

Tsipras parla in Tv: Non è rottura con Ue troviamo l’accordo

di Gabriella Cerami
Tsipras parla in Tv: Non è rottura con Ue troviamo l’accordo

Il leader in tarda serata: «Ora rinegoziare anche il debito» Il popolo “Oxi” si scatena tutta la notte in piazza Syntagma

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ROMA. «Il “No” di oggi non è una rottura con l’Unione Europea. I greci hanno fatto una scelta coraggiosa che cambierà il dibattito in Europa». Sono le 22,40 quando il premier Alexis Tsipras compare in tv alla fine della giornata più lunga dei suoi 161 giorni al governo. «Il popolo greco non ha risposto se dobbiamo rimanere dentro o fuori dall’euro, questa domanda è fuori discussione - ha voluto sottolineare Tsipras al mondo - il popolo greco ha dato una risposta su quale Europa vuole, cioè una Europa di solidarietà e democrazia». La Grecia dunque e il suo premier chiedono, ha detto ancora Tsipras «un accordo per uscire dall’austerity». Oggi per lui inizia il cammino più difficile, ma le piazze ad Atene, a Salonicco, nelle isole del Dodecaneso e nelle Cicladi, ieri sera erano piene di striscioni e cartelli con scritto “Oxi. Oxi”. «La nostra priorità - ha aggiunto - è un velocissimo riordino del sistema bancario e la stabilità economica. La Bce deve tener conto della situazione sociale e umana del nostro Paese»».

La festa ad Atene è iniziata alle 20 quando il divario tra il fronte del “No” e quello del “Sì” si capisce che sia già incolmabile. E quando la tv annuncia che il netto vantaggio del “No”, un urlo di gioia rimbomba nella sede del partito di Alexis Tsipras. Poi la vittoria appare schiacciante e lo stato maggiore di Syriza si stringe in un abbraccio. Sui tavoli bottiglie di spumante per festeggiare, dolci e qualsiasi cosa per condividere la gioia del momento. Argiris Panagopoulos, esponente di Syriza molto noto anche in Italia, guarda la tv con sguardo compiaciuto: «Significa che la decisione dei falchi europei di andare allo scontro con noi ha ferito nell’orgoglio il nazionalismo greco. Ecco perché - dice - il no vince. Quella strategia non ha pagato per loro…». Inizia così la festa che poi si sposta in piazza Syntagma e durerà per tutta la notte. Parla anche il premier Tsipras, che si è intestato questa battaglia contro l’austerità dell’Europa e che ha vinto una sfida di portata storica tanto che a festeggiare con lui c’è tutta la sinistra europea. Ci sono, oltre agli italiani, gli spagnoli di Podemos, i tedeschi di Linke, i portoghesi del Blocco di Sinistra, la minoranza critica dei Socialisti francesi. Tutti uniti da un’unica parola d’ordine: “Oxi”.

Dopo una giornata ad alta tensione, “i compagni” definiscono quello che è successo «un miracolo politico che non ha uguali in Europa». Si sente l’urlo di vittoria in tutte le lingue del mondo. «La battaglia di Syriza è la nostra battaglia. Se perde Syriza, perdiamo tutti…», dice Martina Anderson, una signora irlandese, alta, bionda, europarlamentare dello Sinn Fein. In alcune zone il “no” tocca l'80 per cento. "Incredible!", dice un francese. È un crescendo di entusiasmo che solo qualcuno dello stato maggiore del partito cerca di ridimensionare. «La battaglia non è ancora finita. Domani si ricomincia», spiega un dirigente. Ma c’è la voglia di festeggiare e di dimostrare a tutta Europa «la rivoluzione del popolo greco». «Abbiamo vinto anche a Creta», urla un ragazzo in inglese. «Abbiamo ripreso anche Sparta», replica un altro mentre si comincia ad andare in piazza. C’è anche spazio per intonare “Bella ciao”. Partecipano tutti, non solo gli italiani, ma anche francesi, spagnoli, tedeschi, portoghesi irlandesi, come alle elezioni di gennaio col trionfo di Tsipras. È l’inizio di una nuova festa per i greci.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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