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Le strade di Vivian da venerdì al Man

Le strade di Vivian da venerdì al Man

A Nuoro la prima mostra in Italia della tata con la Rolleiflex Foto e filmati della rivelazione della Street Photography

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NUORO. Apre venerdì 10 alle 19 al Man, “Vivian Maier. Street Photographer” sicuramente la mostra fotografica dell’anno. A cura di Anne Morin è la prima di Vivian Maier ospitata da un’istituzione pubblica italiana. Partendo dai materiali raccolti da John Maloof, il progetto espositivo fornisce una visione d’insieme dell’attività di Vivian Maier ponendo l’accento su elementi chiave della sua poetica. Il museo aveva già proposto con successo nei mesi scorsi, il film di Maloof “Alla ricerca di Vivian Maier”. La storia di come il giovane regista entra in possesso– a un asta di materiali abbandonati– di migliaia di negativi e brevi filmati che riveleranno al mondo il talento di fotografa di strada di una sconosciuta bambinaia, Vivian Maier appunto. Il film ha vinto diversi premi, e ha ricevuto una nomination per il miglior documentario ai premi Oscar 2015. Insieme a 120 fotografie tra le più importanti dell’archivio di Maloof, catturate tra i primi anni Cinquanta e la fine dei Sessanta, la mostra presenta anche una serie di dieci filmati in super 8 e una selezione di immagini a colori realizzate a partire dalla metà degli anni Sessanta.

Privi di tessuto narrativo e senza movimenti di camera, i filmati fanno chiarezza sul suo modo di approcciare il soggetto, fornendo indizi utili per l’interpretazione del lavoro fotografico. Gli scatti degli anni Settanta raccontano invece il cambiamento di visione, dettato dal passaggio dalla Rolleiflex alla Leica, che obbligò Vivian Maier a trasferire la macchina dall’altezza del ventre a quella dell’occhio, offrendole nuove possibilità di visione e di racconto. La mostra sarà inoltre arricchita da una serie di provini a contatto, mai esposti in precedenza, utili per comprendere i processi di visione e sviluppo della fotografa americana.

A conquistare il pubblico, prima ancora delle fotografie, è la storia di “tata Vivian”, perfetta per un romanzo esistenziale. Vivian Maier ha scattato perlopiù nel tempo libero, i suoi soggetti prediletti sono stati le strade e le persone, più raramente le architetture, gli oggetti e i paesaggi. Ogni tanto però, in alcune composizioni più ardite, Vivian Maier si rendeva visibile, superava la soglia della scena per divenire lei stessa parte del suo racconto. Il riflesso del volto su un vetro, la proiezione dell’ombra sul terreno, la sua silhouette compaiono nel perimetro di molte immagini, quasi sempre spezzate da ombre o riflessi. Il Man propone diverse iniziative collaterali alla mostra, i laboratori estivi gratuiti “A spasso con Vivian” incentrati sul gioco e sull'apprendimento delle forme artistiche attraverso la fotografia, dal 14 al 31 luglio. I progetti selezionati del concorso “Sardegna Reportage 2015” dedicato alla Street Photography e ispirato al lavoro di Vivian Maier, in mostra: Matteo Melis, Erik Chevalier, Bruno Olivieri e Stefano Pia, insieme agli scatti singoli presentati da Paolo Marchi, Gigi Murru, Virgilio Piras e Daniele Pischedda.

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