Sarà l’Agenzia sarda a riscuotere le imposte
Oggi il disegno di legge sarà approvato dalla Giunta e poi passerà in Consiglio Dal 2016 l’isola tratterrà direttamente la quota che le spetta delle entrate fiscali
CAGLIARI. L’annuncio sarà dato oggi: «È pronto il disegno di legge che farà nascere l’Agenzia sarda delle entrate». In gran spolvero, lo dirà la Giunta, per tener fede a «un punto chiave del programma con cui all’inizio dell’anno scorso il centrosinistra ha vinto le elezioni». È un passo storico non c’è dubbio e fra qualche riga sarà facile capire perché, ma c’è chi si è fatto prendere in fretta la mano fino a dire: «Dopo l’Agenzia, c’è solo l’indipendentismo». Forse è un’esagerazione: c’è ancora molto da costruire per credere che l’autodeterminazione del popolo sardo sia davvero dietro l’angolo, però lo strappo col passato è comunque metto. Per gli effetti, invece bisognerà aspettare almeno un anno e solo allora sarà chiaro se la Sardegna ci avrà guadagnato molto o poco nei rapporti finanziari con lo Stato.
Oggi e domani. Finora la Regione è stata nei fatti solo un vassallo dello Stato, o ancora meglio lo sono stati i sardi. Grosso modo la ricostruzione dell’oggi è questa. Dopo aver pagato l’imposta a domicilio – dall’Iva all’Irpef – ora i sardi per poter utilizzare quella che da sempre è un’entrata indispensabile, serve a pagare la spesa pubblica regionale, devono aspettare i tempi incerti dello Stato. Cioè: quei soldi («i nostri soldi», ha precisato qualcuno) devono far tappa prima a Roma. Ed è solo dopo questa sorta di «stop and go» che alla Sardegna sono trasferiti come dovuta compartecipazione – è scritto nello Statuto – nel gettito fiscale. È un giro tortuoso, ancora zeppo di trappole d’ogni tipo, leggi l’infinita vertenza entrate, ma che dovrebbe essere azzerato dalla nuova Agenzia. Dal giorno in cui la bozza presentata oggi dalla Giunta – dicono che sia stata limata almeno tre volte – diventerà legge, dovrà essere approvata dal Consiglio, a riscuotere sarà direttamente la Sardegna. Ed è proprio grazie all’Agenzia sarda che la Regione diventerà anche e finalmente titolare della cassa, mentre a Roma invierà solo quanto spetta allo Stato come quota di compartecipazione nelle imposte pagate dai sardi in Sardegna. Sì, il resto e sin da subito lo terrà per sè. Il Trentino lo fa da tempo, la Sardegna vuole cominciare a farlo dal 2016
Irpef e Iva. Sono queste le voci più importanti del gestito fiscale nazionale. Sulla prima, che è quanto un contribuente paga con la denuncia dei redditi, alla Sardegna spettano i 7/10 dell’incassato, sull’altra la proporzione è ancora più alta, i 9/10. Ed è con l’Iva che ad esempio i sardi tengono in piedi a loro spese e per intero il sistema regionale sanitario. Per raggiungere questi due livelli di trasferimenti, la battaglia è stata lunga e ancora resta molto da chiarire sugli arretrati e su altre compartecipazioni. A cominciare dalll’Ires: è l’imposta sul reddito delle società, ma quelle che hanno sede legale oltre Tirreno e gli stabilimenti nell’isola alla Sardegna non versano sa sempre neanche un euro. Oppure c’è il contenzioso sui giochi e le lotterie, con i sardi che non ricevono nulla di quanto spendono per inseguire la fortuna. Dunque, il problema alla fine potrebbe essere proprio questo: avere sì un’agenzia che riscuote, ma senza nessuna certezza sull’ammontare delle entrate. Però questo è un problema su cui la Giunta lavora da mesi e sostiene di averlo quasi risolto con la Ragioneria generale dello Stato.
Vantaggi e svantaggi. Sui primi bisognerà vedere col tempo, anche se è evidente che i tempi dell’incasso dovrebbero accorciarsi senza più l’intoppo della tappa romana. Gli svantaggi della prossima convenzione con lo Stato per la riscossione delle entrate potrebbero essere quelli dei costi necessari per far partire il meccanismo. Oggi spetterà alla Giunta svelare il prezzo.
L’opposizione. Solo l’annuncio della cerimonia ha scatenato il centrodestra, oggi arriveranno i fuochi d’artificio. Perché sin dalla vigilia Attilio Dedoni dei Riformatori ha detto: «L’Agenzia rischia di rivelarsi solo una foglia dietro cui nascondere le vergogne della vertenza entrate che il centrosinistra si ostina non voler affrontare». Al taglio del nastro a replicare saranno in due: il presidente Francesco Pigliaru e l’assessore Raffaele Paci.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google