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Piano del governo: rigassificatori nell’isola

Piano del governo: rigassificatori nell’isola

Nel Documento di strategia nazionale sono previsti diversi impianti da realizzare nei porti sardi

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SASSARI. Lo Stato chiude il rubinetto del gas all’isola. O meglio butta via l’idea di una dorsale del gas, una megacondotta che arrivi via mare per alimentare i sogni di energia low cost della Sardegna. Il governo punta sempre più sui mini rigassificatori.

Il progetto Galsi, che prevedeva di spingere metano dall’Algeria alla Toscana passando dalla Sardegna, è cancellato per sempre. La Regione sembrava già avere intuito le politiche energetiche di Roma. Perché uno dei primi atti della giunta Pigliaru è stato uscire dal consorzio Galsi. Qualche critica, ma non troppe perché l’impatto ambientale degli impianti per gestire la maxi condotta era diventata devastante.

A tutto gas. Ma questo non significa che il governo voglia cancellare la Sardegna dalla rete del gas. Nel suo “Documento di consultazione per una strategia nazionale sul gas” lo Stato traccia la via. Il gas naturale nell’isola sarà gestito da una rete di rigassificatori creati in alcuni porti. Più volte la Sardegna è citata nel documento come regione in cui la scelta ideale sarebbe proprio la realizzazione di rigassificatori. E si mette in evidenza come sarebbe fondamentale per l’isola individuare già i porti in cui realizzale questi grandi depositi. La notizia viene riportata nel suo blog dall’assessore ai Lavori pubblici Paolo Maninchedda che non sembra bocciare l’ipotesi. Ma si preoccupa più che altro di come sarà gestita e la grande partita del gas. «L’Italia ha già scelto per noi il gnl, gas naturale liquido – scrive Maninchedda –. Sarebbe utile individuare uno o più porti in cui fare i rigassificatori o qualcosa del genere. Chi stocca il metano deve avere anche reti di distribuzione o centri di consumo. Se diamo tutto in mano a un concessionario, ricreiamo un monopolista come per Tirrenia».

Gli esempi. In realtà esistono già casi concreti. Ad Arborea la 3A ha costruito e già avviato un mini rigassificatore che viene alimentato con navi cisterna. La Liquigas ha presentato alla Regione un progetto per realizzare 4 mini rigassificatori in Sardegna. E Porto Torres sembra essere la sede ideale, l’amministrazione si era mostrata interessata alla proposta.

La strategia della Regione. Le scelte sulle strategie energetiche mantenute dalla giunta guidata da Francesco Pigliaru non lasciano spazio a molti dubbi. Prima l’abbandono del progetto Galsi, poi l’ipotesi rigassificatori. Ipotesi sostenuta dallo stesso assessore all’Industria Maria Grazia Piras, ma che trova un consenso trasversale nella giunta.

Suggestione Qatar. C’è anche uno scenario che per ora rimane avvolto nell’ombra. Il protagonista è il Qatar, il terzo produttore al mondo di metano, preceduto solo da Russia e Iran. E sul gas ha fondato la sua economia. Il Qatar ha più o meno 25mila miliardi di metri cubi di riserve di gas, pari a 360 anni di consumi italiani. Il triplo delle riserve degli Stati Uniti. E da tempo si parla di un interessamento dell’emirato a trasformare la Sardegna nel suo hub mediterraneo per stoccare e distribuire gas in tutta l’Europa. Il Qatar trasporta gnl con navi cisterna fino alla Norvegia. Ma per entrare in circolo nella rete il metano ha bisogno di un rigassificatore. Il gas naturale liquefatto va stoccato e gliimpianti in Sardegna sarebbero ideali per le rotte del gas del Qatar che raggiungono il nord Europa. (l.roj)

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