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Effetto Sanluri: più collaborazione tra Giunta e partiti

Effetto Sanluri: più collaborazione tra Giunta e partiti

Su urbanistica, sanità, riforme serve un accordo preliminare Pigliaru: investiamo sulla fiducia. Attacchi dal centrodestra

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CAGLIARI. All’indomani del conclave di Sanluri gli effetti nel centrosinistra non si vedono ancora. Chi ha partecipato, erano in 200, non vuole scoprirsi, per evitare di dover dire se quel confronto è servito davvero a mettere fine alla stagione dei litigi. Nessuna dichiarazione ufficiale, ma solo indiscrezioni. C’è ad esempio chi sostiene con ottimismo: la filiera della politica, partiti-Consiglio-Giunta, ora è più stretta dopo l’invito del presidente della Regione Francesco Pigliaru di «investire sulla reciproca fiducia». In parole ancora più spicce, potrebbe essere stata spazzata via la cultura del sospetto, appartiene da sempre al centrosinistra, e che in questi primi quindici mesi di governo ha messo più volte a dura prova i rapporti fra le tre gambe della maggioranza che ha vinto le elezioni nel 2014. La maggiore condivisione chiesta e forse ottenuta dal palco di Sanluri dai segretari di partito potrebbe diventare quel collante mancato più volte alla coalizione soprattutto quando ha avuto a che fare con gli argomenti più scottanti: urbanistica, sanità ed enti locali. Stando al patto non scritto, da questo momento in poi, nei mesi più importanti per le riforme, il dialogo fra i partiti, il Consiglio e la Giunta dovrebbero essere più continui e serrati. Cioè: le diverse leggi annunciate saranno discusse e setacciate in «continui confronti a tre» prima di essere presentate dalla Giunta alle commissioni del Consiglio regionale. Questa correzione volante dovrebbe evitare che i disegni di legge dell’esecutivo siano a scatola chiusa, oppure stravolti dagli emendamenti in aula. Con la condivisione, è questo il risultato del summit, non dovrebbero esserci più altri strappi. Come quello accaduto ad aprile quando la Giunta finì addirittura sotto nella discussione sulla legge sull’ex Piano casa. Altri però non sono ottimisti e dicono che dopo Sanluri cambierà poco o nulla. Le tensioni, è una delle previsioni, ritorneranno a galla quando sul tavolo ci sarà il riordino delle Asl, ad agosto scade l’ultima proroga del mandato ai commissari straordinari, o entrerà nel vivo la discussione sulla mappa degli enti locali post Province. Il messaggio è chiaro: fra i vertici del Partito democratico e gli alleati e fra Pigliaru e il segretario del Pd Renato Soru sarebbe stato siglato solo un armistizio. Bisognerà vedere fino a quando resisterà e se il rimpasto è stato rinviato davvero solo di qualche mese.

A una versione o all’altra non crede e come potrebbe l’opposizione di centrodestra. Forza Italia è scesa in campo con tutte le sue bocche di fuoco. L’ex governatore e coordinatore regionale Ugo Cappellacci ha detto: «È tutto come prima e continueremo ad assistere a una Giunta che ritira i ricorsi contro lo Stato, mentre le altre Regioni a Statuto speciali li vincono sulle loro vertenza entrate». Il capogruppo Pietro Pittalis ha alzato il tiro: «Ogni volta che Pigliaru parla di riforme dietro l’angolo c’è l’ennesima spartizione di poltrone e altri posticini di sottogoverno». Anche per il vicecapogruppo Marco Tedde «la montagna di Sanluri ha partorito ancora una volta solo un topolino e non cambierà nulla neanche nei rapporti fra il Pd e i suoi alleati sempre più aggressivi». A sparare ad alzo zero sono anche i Riformatori col capogruppo Attilio Dedoni: «È arrivato il momento di aprire un vero contenzioso con lo Stato, mentre finora il profilo basso della Giunta non ha portato alcun risultato».

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