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Nucleare, Carta dei siti ai ministeri

Nucleare, Carta dei siti ai ministeri

Nuovo passaggio, prevista una serie di osservazioni da parte dell’Ispra

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SASSARI. Poker sul nucleare. Si continua a giocare al buio. Le carte vengono svelate lentamente, una dopo l'altra. Mentre l'attesa al tavolo delle Regioni cresce. Soprattutto in Sardegna, dove le proteste proseguono sotto traccia. Così la questione del sito nazionale per le scorie radioattive si trasforma sempre più in una partita dagli esiti imprevedibili. In queste ore è stato rispettato il passaggio delle decine di migliaia di pagine del dossier sul deposito dall’Ispra al Mise e al ministero dell'Ambiente. Nel trasferimento d'informazioni l'Istituto superiore per la protezione del territorio non mancherebbe di muovere nuovi rilievi alla Carta dei siti potenzialmente idonei elaborata dalla Sogin, la società statale incaricata dello smantellamento delle centrali nucleari e dello stoccaggio delle scorie. Già in passato erano emerse differenti valutazioni, persino sulle quantità da smaltire. Ma su tutto c'è un mistero. Fitto. Quasi impenetrabile. Non si conoscono le diverse parti d'Italia nelle quali sono indicate le regioni destinate a ospitare lo stabilimento. Non si sa se sono stati rispettati, né quanto e in che modo, i criteri. E neppure sino a quando durerà la rigidissima consegna del silenzio. In queste ore, comunque, l’Ispra dovrebbe avere concluso in questa fase "le attività di verifica" accompagandole con una relazione al ministero da cui dipende, l'Ambiente, e a quello per lo Sviluppo. Spetta a loro difatti concedere il nullaosta alla pubblicazione della Carta. E spetta poi al premier, in seguito a queste autorizzazioni, decidere quando divulgarla. Ma nulla sembra più certo sul cronoprogramma. E questo perché alcune delle tappe sono state cambiate in corsa. La comunicazione governativa, annunciata per le settimane precedenti le amministrative, era poi stata fatta slittare. In seguito era stato detto che le notizie sarebbero passate soltanto dalla Sogin all'Ispra, poi da quest'ultimo ai due ministeri. E ora l'attesa di conoscere il contenuto preciso dell'imponente documentazione, evidentemente, continua a crescere. (pgp)

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