Per altri 16 ex onorevoli verdetto a dicembre
Respinta dal tribunale l’istanza di separazione del procedimento per l’ex capogruppo Giuseppe Atzeri
CAGLIARI. Il 5 ottobre i sedici consiglieri regionali sotto giudizio ordinario con l’accusa di peculato aggravato per aver speso illegalmente i fondi del gruppo misto e di Insieme per la Sardegna - tra il 2004 e il 2009 - avranno la possibilità di discolparsi davanti al tribunale. Non è detto che lo facciano, almeno non tutti. È certo che qualcuno sceglierà il silenzio, altri faranno dichiarazioni spontanee senza contradditorio, forse due o tre accetteranno di rispondere alle contestazioni del pm Marco Cocco. Comunque sia, il primo mega-dibattimento per i fondi ai gruppi volge ormai alla conclusione: chiusi gli esami degli imputati, il presidente Mauro Grandesso aprirà la discussione già all’udienza successiva. L’accusa avrà bisogno di tre-quattro mattinate, almeno sei saranno coperte dalle arringhe difensive. Come dire che la sentenza potrebbe arrivare tra dicembre e gennaio, quando la Procura avrà portato davanti al gup i 32 indagati nell’inchiesta-ter, quella che riguarda i gruppi di centrosinistra. Sarà una sentenza unica, perché ieri mattina il tribunale ha respinto l’istanza presentata dall’avvocato Andrea Pogliani, parte civile per la teste-chiave Ornella Piredda: il legale aveva chiesto che i giudici si esprimessero subito sulla posizione dell’ex capogruppo del misto Giuseppe Atzeri in relazione alle accuse di maltrattamenti e abuso d’ufficio, riferite al presunto mobbing nei confronti dell’ex funzionaria. Il difensore Agostinangelo Marras si è opposto con forza, sostenendo che l’accusa di doppio peculato di cui deve rispondere Atzeri è strettamente legata a quella di maltrattamenti, perché secondo la Procura l’ex capogruppo avrebbe emarginato la Piredda, togliendole incarichi di lavoro e una parte dello stipendio, perché la funzionaria reclamava maggiore chiarezza nella rendicontazione delle spese. Un braccio di ferro che - stando alle accuse - la funzionaria avrebbe pagato con un progressivo peggioramento delle sue condizioni di salute fino alla decisione obbligata di andare in pensione. È passata la linea del difensore: Atzeri sarà giudicato su tutti i capi d’imputazione, compresi quelli riferiti alla Piredda, che ha già vinto una causa contro l’esponente sardista, ex capogruppo del misto, davanti al tribunale del lavoro e si prepara, in caso di condanna, a chiedere un sostanzioso risarcimento.
Ieri il tribunale, in un’udienza-fiume conclusa solo nel pomeriggio, ha sentito un’altra decina di testi citati dalla difesa di Giommaria Uggias. Si tratta di collaboratori dell’ex consigliere ed europarlamentare, persone che hanno avuto rapporti di lavoro e politici con lui tra febbraio 2008 e marzo 2009, l’anno in cui il legale gallurese ha fatto parte della massima assemblea elettiva dell’isola. Tutti hanno confermato la tesi della difesa: Uggias lavorava alacremente in ogni capo d’interesse politico, intratteneva rapporti, si faceva portavoce di problemi della Gallura. Quindi affrontava spese compatibili con la destinazione dei fondi assegnati al suo gruppo politico. Altri cinque testi dovrebbero essere esaminati il 5 ottobre, ma forse i difensori Maurizio Scarparo e Silvio Pinna rinunceranno per accelerare la chiusura del dibattimento. (m.l)
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