Specializzazioni, niente borse
Dalla giunta comunicazione finale negativa ai due atenei
SASSARI. Ora gli ultimi dubbi sono caduti. E in maniera definitiva. Non soltanto non c’è più il tempo “tecnico-procedurale” perché 250-300 neomedici sardi quest’anno possano concorrere a 24 borse di studio integrative della Regione bandite dal Miur, come in altre parti d’Italia. È stata la stessa amministrazione sarda, con un documento nei giorni scorsi trasmesso agli atenei di Sassari e Cagliari, a confermare nei termini più formali la necessità di mettere da parte ogni speranza. La nota ufficiale è stata persino protocollata nelle università: s’immagina con disappunto, dato che gli Ordini dei medici, le associazioni che tutelano i giovani laureati nelle professioni sanitarie e i due stessi rettori da metà giugno non avevano fatto che insistere per un’inversione di rotta.
A ogni modo, adesso, la giunta Pigliaru “conferma e ribadisce” - fanno sapere negli ambienti accademici - che “a causa della mancanza di risorse” non potrà “procedere al finanziamento dei contratti di formazione specialistica e delle borse di studio relative alla frequenza nelle scuole di specializzazione in discipline mediche e non mediche”. Discorso chiuso, quindi. Che riguarda i neo professionisti freschi di laurea, i quali per concludere la preparazione dovranno sperare in uno dei circa 200 posti banditi su scala nazionale con riferimento ai due atenei. Ma la questione interessa anche molti altri laureati, a cominciare dagli ex studenti di Veterinaria, che attraverso borse integrative si attendevano di poter fare lo stesso percorso nelle discipline di loro competenza.
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