La Nuova Sardegna

Alghero si scopre severa: vietato ballare in spiaggia

di Gian Mario Sias
Alghero si scopre severa: vietato ballare in spiaggia

Gli organizzatori di Music Wellnes possono fare un concerto sul litorale Ma chi partecipa alla festa non può muoversi, in caso contrario si viola la legge

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ALGHERO. In Italia esiste un divieto di ballare in spiaggia, ma di tutta questa vicenda è la cosa meno incredibile. È la legge, peggio per chi non lo sa. Solo che a volte è peggio anche per chi lo sa, come gli organizzatori di Music Wellness, manifestazione promossa da Lime, società di eventi e pubblicità, e dalla sua spin off Wave, agenzia di spettacolo. L’evento avrebbe dovuto animare per cinque giorni e cinque notti il lido San Giovanni, alternando tornei di sport da spiaggia con concerti e intrattenimento, ma è stato interrotto a metà, dopo due giorni e mezzo, alla vigilia dell’appuntamento musicale di domenica sera. La polizia, intervenuta direttamente da Sassari in risposta ad alcune segnalazioni, ha vietato che si andasse avanti perché in spiaggia non si può ballare. In spiaggia si può organizzare un concerto, a patto di avere tutte le autorizzazioni, come Music Wellness, ma bisogna impedire al pubblico di ballare. Al primo ancheggiare, al primo sgambettìo, alle prime braccia sollevate in aria, si diventa fuorilegge. La sostanza di quanto successo ad Alghero è nelle parole di Claudio Cassitta, uno dei tre organizzatori insieme al fratello Marco e a Fabio Marrosu. «Alghero non è pronta per eventi di questo tipo – è la sua sentenza –. Già nelle prime sere ci hanno fatto numerosi controlli. Hanno visto che era tutto in regola», racconta Cassita. Una ragione in più per pensare che «forse davamo fastidio a qualcuno e allora si sono appigliati all’unico cavillo a disposizione». Anche a costo di rasentare il ridicolo, perché la notizia ha fatto il giro d’Italia e ha scatenato la feroce ironia del popolo del web, che ha coniato immediatamente un hastag pronto all’uso: #ioballoinspiaggia. E alla fine la vicenda è approdata dalle parti di via Columbano. «Siamo in pieno caos, ad alcuni le regole vengono fatte applicare in maniera rigida, per altri non esistono», commenta il consigliere comunale del Pd, Enrico Daga, secondo cui «ad Alghero fare turismo è una corsa a ostacoli». Ieri sera la manifestazione si è chiusa con un concerto sotto i 60 decibel. «Avevamo un’autorizzazione per concerti e musica dal vivo, come quella rilasciata a Capodanno per l’evento al porto, altro luogo in cui in teoria è vietato ballare – riflette Cassitta – ma nessuno ha sospeso l’evento perché la gente ballava quando cantava Irene Grandi o Caparezza». La sensazione è che ci sia qualcos’altro. «Ci dicono di una raccolta di firme contro il nostro evento – prosegue l’organizzatore – ma abbiamo solo creato uno spettacolo che ha portato soldi e lavoro, facendo fare il pieno a tutti i locali pubblici della zona».

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