La Nuova Sardegna

Bonifiche, ora interviene la Prefettura

I sequestri del Noe disposti dalla magistratura hanno svelato criticità ignorate per anni

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PORTO TORRES. Dopo i sequestri operati dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Sassari - che hanno riguardato l’area delle palte fosfatiche e la discarica di “Minciaredda”, nell’area industriale di Porto Torres e Sassari - e mentre va avanti l’attività della procura della Repubblica, sulla vicenda delle bonifiche prende posizione anche la Prefettura. Si è svolta lunedì, infatti, la riunione della Commissione tecnica per gli interventi di cui all’articolo 126 bis del decreto legislativo 230/1995 e successive modificazioni in materia di radiazioni ionizzanti. Un incontro che si carica di nuovi significati - proprio alla luce delle attività del Noe e dell’interesse della magistratura, con il procuratore capo reggente Paolo Piras che sta seguendo personalmente tutte le indagini.

Alla riunione, prettamente tecnica - presieduta dal vice prefetto vicario Salvatore Serra - hanno preso parte l’assessorato regionale alla Difesa dell’Ambiente, quello della Provincia, l’Arpas, il Comune di Porto Torres, l’Asl 1 e la Direzione territoriale del Lavoro di Sassari, il comando provinciale dei vigili del fuoco. E le conclusioni espresse nella nota finale sono in linea con le prescrizioni suggerite dai carabinieri del Noe, specialmente per l’area delle palte fosfatiche. «Si richiede il mantenimento e ogni eventuale miglioramento necessario della delimitazione in essere dell’area, così come individuata nei progetti di bonifica già presentati. La recinzione deve essere dotata di idonea segnaletica circa la presenza di rischio da radiazioni ionizzanti e deve garantire l’inaccessibilità del sito».

Chiesta anche l’adozione di idonei dispositivi di sorveglianza e monitoraggio della situazione attuale del sito e di quella durante i lavori di bonifica: «Monitoraggio periodico (almeno trimestrale) dell’attività (in senso radio-protezionistico) e del particolato aero-disperso con determinazione dei radionuclidi naturali». Tra le prescrizioni, anche una valutazione specifica per i lavoratori operanti all’interno dell’area palte fosfatiche «in quanto quella trasmessa è riferito ai soli lavoratori operanti in prossimità di quella zona».

In attesa dell’inizio delle bonifiche dell’area, è stata disposta «la copertura dei cumuli con idonei teloni impermeabili e la temporanea regolazione delle acque meteoriche», oltre alla rimozione e al trattamento «delle acque di lagunaggio eventualmente presenti sull’area, ai sensi delle norme vigenti in materia di rifiuti». Insomma, l’azione del Noe e della magistratura ha reso evidenti gravi inadempienze e criticità ignorate per diversi anni. (g.b.)

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