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Sulla fine di Letizia è scontro pm-difesa

Sulla fine di Letizia è scontro pm-difesa

L’accusa: «L’ha uccisa l’elica della barca». L’avvocato del pilota: «Può essere stato un flap»

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CAGLIARI. Maurizio Loi è uscito dall’acqua con una gamba ferita, una lesione profonda provocata con ogni probabilità da uno dei flap d’acciaio installati sul motoscafo Thor II. Lui, il pilota dell’imbarcazione, quel pomeriggio del 9 luglio si è era tuffato nel tentativo di soccorrere la piccola Letizia Trudu, il cui corpo galleggiava esanime. Su questo elemento, documentato da una fotografia consegnata al pm Sandro Pili, il difensore Leonardo Filippi ha proposto una nuova ipotesi sulla dinamica dell’incidente costato finora al sessantenne ex campione di windsurf l’accusa di omicidio colposo: non sarebbero state le eliche dello yacht, ma proprio quel flap a ferire a morte la bimba di undici anni. Un’ipotesi basata su due ragioni: la certezza espressa dal pilota («il motore era spento») e le condizioni del mare in quel momento, agitate per il forte maestrale che faceva «sbattere» la barca, fino a spostarla di qualche metro, forse in direzione della riva. Riletto dalla difesa, l’incidente non sarebbe dunque la conseguenza di una negligenza di chi era al timone del Thor II, ma un fatto accidentale. Ecco perché avantieri, su richiesta del difensore, il pm Pili ha disposto la riapertura della cassa custodita nell’area refrigerata del cimitero di San Michele: al medico legale Roberto Demontis è stato chiesto di misurare accuratamente la lesione che ha provocato la morte di Letizia, per capire se sia compatibile con l’ipotesi legata al flap. Esaminato il corpo subito dopo l’incidente, Demontis si era detto certo e l’ha confermato che a straziare la piccola Letizia - il corpo è stato cremato ieri - è stata l’elica del motoscafo. Ma l’avvocato Filippi non è convinto: «L’elica di quell’imbarcazione è lunga ottanta centimetri - spiega il legale - e quindi noi pensiamo che a motore acceso avrebbe provocato una ferita molto più ampia e profonda. La lesione riportata da Loi nel tentativo di soccorso è un elemento che conferma questa possibilità». (m.l)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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