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Pigliaru: dobbiamo avere più coraggio

Pigliaru: dobbiamo avere più coraggio

Confronto con gli industriali che chiedono una Regione più presente. L’annuncio: ristrutturazioni nella fascia dei 300 metri

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CAGLIARI. Gli industriali sono gente spiccia, spesso anche fin troppo, e al presidente della Regione l’hanno detto subito: «Abbiamo visto e registrato in questi quindici mesi di governo sforzi importanti che riconosciamo e vogliamo incoraggiare. Ma non sono sufficienti. Abbiamo bisogno ancora di essere ascoltati e avere risposte concrete, rapide». Con rapidità Francesco Pigliaru ha ascoltato la pagella e fatto sapere: «Bene, siamo pronti a mettere a disposizione i beni inutilizzati della Regione a favore d’imprenditori seri e capaci. Vogliamo unire il nostro coraggio al vostro per ridare coraggio ai sardi». È stato questo uno dei passaggi più significativi del confronto, a viso aperto, fra i vertici della Confindustria della Sardegna meridionale e la Regione.

Urbanistica. Più che un duello è stato un botta e risposta, con richieste e pretese da una parte e altrettanti impegni dall’altra. Quando nella relazione di fine mandato il presiedente uscente Maurizio De Pascale, poi riconfermato all’unanimità dai soci, ha detto di non capire perché «agli alberghi nei 300 metri dal mare fossero vietate le ristrutturazioni concesse ad altri», Pigliaru ha detto: «Quella norma scritta nella recente legge sull’edilizia non va bene. Ma sono in una maggioranza che ha messo e continuerà a mettere la massima attenzione sull’ambiente e quindi siamo stati prudenti. Ma nella nuova legge sull’urbanistica, è pronta, anche nella fascia dei 300 metri proporremo regole certe per puntare alla destagionalizzazione turistica che deve essere il nostro obiettivo comune». È stata un’apertura, anche se di sicuro parte del centrosinistra al governo avrà molto da ridire, per scoprire come i vincoli saranno declinati o cambiati bisognerà aspettare che a settembre l’assessore all’Urbanistica, Cristiano Erriu, presenti la bozza. L’attesa è cominciata, hanno fatto sapere gli industriali.

Trasporti. De Pascale ha affondato più volte la spada. Sulla continuità territoriale marittima e area ha detto: «L’impressione è che sui trasporti la politica regionale potesse e dovesse fare di più». Pigliaru non si è tirato indietro nel giudizio: «Non siamo soddisfatti degli attuali modelli, che hanno un piccolo difetto, cioè il rischio di posizioni dominanti per la nostra condizione d’insularità. Appena arriva l’estate tutti si sentono liberi di estrarre rendita dai turisti, togliendo loro i soldi che avrebbero speso in Sardegna». Da qui l’annuncio che le convenzioni saranno riviste».

Industria. De Pascale ha puntato dritto al bersaglio: «In Sardegna continuiamo ad avvitarci nel rinnegare il modello di sviluppo passato e abbiamo l’impressione che l’industria sia oggi mal tollerata. La politica questo nodo deve scioglierlo con chiarezza». Anche sull’energia la Confindustria ha puntato il dito su troppe ortodossie e «un preoccupante oscurantismo». Confermato che l’industria ha il dovere di essere sostenibile e che con «l’arrivo del gas naturale liquido torneremo a essere competitivi», Pigliaru, qui molto economista, ha replicato: «Non dobbiamo fare differenze fra questo o quel settore, dobbiamo pensare a uno sviluppo diffuso con manifatturiero, turismo e agricoltura che devono marciare insieme per raggiungere una ritrovata tranquillità sociale».

La nuova Regione. Gli industriali hanno rilanciato la richiesta di «una macchina burocratica più semplice e più veloce» perché «solo se avremo questa certezza, potremmo investire». Il governatore ha rilanciato: «Siamo pronti alla riforma e la faremo senza essere travolti dall’ansia di rimpasto in Giunta che da sempre c’interessa poco o nulla».

La ripresa. Apprezzata «la consegna al Governo di un dossier sul caso insularità per sollecitare il giusto indennizzo», constatato che «ci sono i primi segnali di risalita, ma la nostra economia resta ancora molto debole», denunciato «i troppi campanili in cui ci infiliamo di continuo e alla fine bloccano tutto», De Pascale ha concluso: «Presidente, vogliamo una Regione più vicina alle imprese, alle sue ragioni, ai problemi, ai suoi lavoratori». Pigliaru ha alzato l’asticella: «La Regione ha il dovere d’incoraggiare gli investimenti di imprenditori capaci e coraggiosi. Ed è proprio coraggio e fiducia quello che oggi la Regione chiede alle imprese». Soddisfatti o meno, sarà più chiaro nel mese per loro da sempre più caldo, l’autunno, gli industriali hanno festeggiato i 50 anni della Saras. (ua)

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