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Rivolte contro i profughi nel segno delle polemiche

Rivolte contro i profughi nel segno delle polemiche

Cala la tensione ma non la protesta. Il premier: «Non bisogna perdere umanità» Arrestati tre scafisti egiziani per la morte della bimba diabetica. Nuovi sbarchi

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ROMA. Il giorno dopo le “rivolte” dei cittadini a Treviso e a Roma contro i migranti, la tensione scende, ma restano ancora presidi e polemiche. E dal premier Renzi, insieme alla solidarietà per gli agenti feriti venerdì a Casale San Nicola, periferia nord della Capitale - dove la polizia doveva spostare 19 persone nel centro di accoglienza allestito in una ex scuola e ha dovuto fare i conti con un blocco messo in atto dai residenti e da esponenti di CasaPound - arriva anche un invito a «restare umani» e a non farsi condizionare da «un punto dei sondaggi». Parole che hanno provocato anche reazioni, da quella del senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri, che accusa Renzi di «buonismo retorico» e chiede di non sottovalutare la situazione di «profondo degrado» che colpisce tanti italiani, a quelle della Lega, che dopo quanto accaduto a Roma e Treviso chiede che il governo riferisca in Aula.

Il premier ha ricordato anche la bambina siriana di 10 anni malata di diabete, a cui gli scafisti hanno gettato in mare dal barcone lo zainetto che conteneva l’insulina, causandone così la morte davanti agli occhi del padre, che ha poi dovuto gettare in mare il corpicino. Quegli scafisti, tre egiziani, ieri sono stati individuati ed arrestati. Lo sbarco era avvenuto ad Augusta.

Il giorno dopo i tafferugli a Roma, a Casale San Nicola, i cittadini hanno mantenuto il presidio ma la situazione è rimasta sotto controllo; la questura sta però continuando gli accertamenti e valuta anche l’emissione di un Daspo, cioè il divieto di accedere a manifestazioni sportive, per gli autori dei disordini.

Notte tranquilla nella caserma “Serena” a Casier (in provincia di Treviso), dove venerdì sono stati portati i 101 migranti che in un primo tempo avevano trovato posto negli alloggi sfitti di un residence a Quinto di Treviso scatenando la protesta in strada di un gruppo di residenti. Nella caserma si è tenuto anche un consiglio comunale: «Abbiamo tutti bisogno di ritrovare parole di pace e di tranquillità» ha detto il sindaco di Casier, Miriam Giuriati, giudicando «vergognoso» l’utilizzo strumentale fatto da certe forze politiche delle proteste di Quinto.

Una proposta per far fronte all’emergenza arriva dal Sappe, il sindacato autonomo di polizia penitenziaria che suggerisce di utilizzare le carceri ex mandamentali, impropriamente definite “fantasma”, per l’accoglienza: sparse in tutta Italia, alcune sono in buone condizioni - afferma il Sappe - altre hanno bisogno di pochi lavori di adattamento. Che servano misure nuove e diverse, è convinzione anche di Renzi, che invoca «un di più di ragionevolezza» e ipotizza anche che si possa «dare più potere ai comuni e meno ai prefetti» per gestire l’accoglienza. Ben diversi i toni del leader della Lega, Matteo Salvini, che sui prefetti spara a zero: «Devono essere mandati a casa, a cercarsi un altro lavoro. Quando torniamo al governo, chiudiamo tutte le prefetture». Non basta. «Garantire pranzo e cena agli immigrati quando non ce n’è per gli italiani è una follia; ringrazio i cittadini che alzano la testa».

Gli arrivi di immigrati, intanto, non si fermano. È approdata a Cagliari la nave Siem Pilot, con i 456 migranti soccorsi giorni fa nel canale di Sicilia: a bordo anche un giovane africano che non ce l’ha fatta ed è morto. Contro di loro i militanti di CasaPound hanno affisso striscioni con scritto «No immigrazione», «Lottare per non migrare».

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