Da Cannes a Tavolara il film di Jaco Van Dormael
Intervista con il regista di "The brand new testament"
OLBIA. Dalla Croisette di Cannes al red carpet sul mare di Tavolara. Per la prima volta la "notte in Italia" di Piera Detassis diventa "una notte in Europa". Merito dello sbarco sull'isola del regista belga Jaco Van Dormael e del suo dissacrante "The brand new testament", presentato all’ultimo Cannes alla Quinzaine e consacrato come il successo commerciale dell’edizione 2015. E, infatti, la pellicola uscirà il 2 settembre in Francia in 350 copie e un mese dopo, l'8 ottobre, in Italia in 120. Il film, irriverente, surreale, comico, affronta un argomento spesso scivoloso: la storia di Dio. "Che esiste e vive a Bruxelles - racconta il regista, tornato al cinema sei anni dopo "Mr. Nobody" con il premio Oscar Jared Leto -. Dio è sadico, si inventa le leggi per rovinare la vita agli uomini, ha una morale meschina ed è molto odioso con la sua famiglia. In particolare con la figlia. Il mio film è la storia di Ea, che pochi conoscono, mentre si è parlato molto di suo fratello Gesù. Lei, dopo uno screzio con il padre che la tiene rinchiusa in un piccolo appartamento di Bruxelles, entra nel suo computer e fa trapelare a tutti gli uomini la data della loro morte. Inizia così un countdown in cui il mondo intero deve pensare alle cose da fare negli ultimi giorni di vita".
Van Dormael, dunque, affronta, seppur con molta ironia, il tema della religione. Un argomento che sempre più spesso è fonte di conflitti, soprattutto quando a occuparsene è la satira. La strage di "Charlie Hebdo" ne è un triste e recentissimo esempio. "Parlare di Dio può essere rischioso, c'è una parte dell'umanità che non vuole che se ne parli – spiega Van Dormael –, ma in realtà quello del film è un dio in cui non crede nessuna religione. Sono sicuro che se lo vedesse Papa Francesco anche lui riderebbe. "The brand new testament" è un film comico. Come d'altronde lo è la vita. Spesso divertente, buffa, ridicola e ogni tanto drammatica".
Tra gli interpreti del film, presentato in anteprima ieri nell'ultima notte di Tavolara, c'è anche la divina Catherine Deneuve. «Una grandissima attrice - dice ancora il regista belga -. Ha molto humour, è divertente, adora prendere rischi, fare cose nuove, inedite. E infatti quando le ho proposto questo ruolo mi ha detto subito sì. Catherine è uno dei sei nuovi apostoli, una donna che non è più amata dal marito e finisce per innamorarsi di un gorilla. È una storia d'amore improbabile come lo sono tutte quelle del film".
La presenza a Tavolara è la prima volta di Van Dormael in Sardegna, dove oltre ad aver mangiato "cozze ancora più buone di quelle di Bruxelles", ha anche scoperto un nuovo cinema italiano. «Io sono cresciuto con i maestri Fellini, Zurlini. Amo Moretti. Quello che mi ha impressionato qui a Tavolara è incontrare volti del cinema italiano che non conoscevo, penso a Luca Argentero, a Geppi Cucciari, e vedere il grande entusiasmo che riescono a suscitare nel pubblico. Mi sono reso conto che c'è una nuova generazione che farà bene al cinema italiano». Una generazione che a Tavolara ha fatto rivivere i vecchi fasti degli anni passati, con centinaia di persone in fila per farsi un selfie con Luca Argentero ed Edoardo Leo, farsi fare un autografo dalla madrina Chiara Francini, ridere alle battute di Neri Marcorè e Geppi Cucciari. O semplicemente godersi un film in una delle arene all'aperto più suggestive del mondo.
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