Patron di Corru: in 40 a processo
Olbia, sono accusati di avere realizzato una lottizzazione abusiva con vista mare
OLBIA. Il procedimento penale avviato contro la lottizzazione abusiva di Patron di Corru, con vista sul golfo di Cugnana, si è concluso ieri con 40 rinvii a giudizio e il proscioglimento di un dirigente comunale. Questo quanto deciso ieri dal gup Marco Contu che ieri mattina ha chiuso la prima fase istruttoria dell’indagine rinviando al giudizio del tribunale, come sollecitato dal pm Roberta Guido, 40 tra proprietari dei terreni, costruttori, tecnici e acquirenti delle villette sorte a Patron di Corru con regolari licenze edilizie rilasciate per insediamento rurale ma trasformate, secondo le indagini del corpo forestale e della procura della Repubblica, in insediamento turistico abusivo dove al posto di orti, vigne e olivi c’erano piscine e dependance per ospiti e personale. L’unico degli indagati ad essere stato prosciolto dalle accuse di concorso in lottizzazione abusiva e falso in atti pubblici è stato l’ex capo del settore tecnico e urbanistico del Comune di Olbia Antonello Zanda, assistito dall’avvocato Jacopo Merlini. Quest’ultimo, nella sua articolata arringa difensiva, ha spiegato al giudice che l’operato del suo cliente è stato sempre improntato nel rispetto delle normative vigenti e dei regolamenti edilizi adottati dall’amministrazione comunale di Olbia. A giudizio, invece, sono andati una decina di tecnici ed agronomi che avevano predisposto le progettazioni per la realizzazione, nei 50 lotti della mega lottizzazione abusiva, spazi destinati a coltivazioni varie, dagli ortaggi all’oliveto.
Mai realizzati, da qui il rinvio a giudizio anche dei mancati “coloni”, residenti in diverse zone d’Italia e d’Europa e dell’attuale consigliere comunale di “Unidos” ed ex presidente per il Pdl del consiglio comunale di Olbia Tonino Pizzadili, difeso dall’avvocato sassarese Vittorio Campus. Tra i rinviati a giudizio ci sono imprenditori, manager, casalinghe, possidenti, geometri, professionisti, avvocati e magnati della penisola e di tutte le nazioni dell’Europa, compresa una ex modella originaria dell’Ucraina. L’indagine venne aperta nel 2010 dagli uomini della vigilanza ambientale su denuncia di un legale di Roma il quale lamentava il fatto che i terreni confinanti con la sua proprietà, nelle alture di Patron di Corru a Cugnana, erano diventati una frequentata località di villeggiatura, nonostante quelle edificate fossero aree ad uso prettamente agricolo. Gli accertamenti da parte degli agenti del corpo di vigilanza ambientale regionale si conclusero con un gigantesco sequestro disposto dalla magistratura gallurese sull’intera area, una sessantina di ettari, dove erano state realizzate strade, reti fognarie, impianti elettrici e decine di villette con tanto di piscina e, annesso, un piccolo giardino con piante di olivo, per dare la parvenza di case coloniche. Il Comune di Olbia, nel 2012, ha dato avvio alla procedura per l’acquisizione al patrimonio comunale dell’insediamento attraverso lo strumento normativo della confisca. Nella mega lottizzazione abusiva, anzichè piantare cipolle e cavolfiori era stato piantumato cemento e mattoni. Dopo il sequestro e il tentativo di diversi proprietari, gran parte dei quali assistiti dall’avvocato Agostinangelo Marras, di riottenere in uso le villette, richieste sempre rigettate dal gip, l’intero complesso residenziale è diventato il supermarket dei ladri, che si sono portati via di tutto, dagli infissi alle cucine componibili.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
