La Nuova Sardegna

Sclerosi multipla, ci si cura solo a Cagliari

di Michela Cuccu

L’ospedale Binaghi è l’unico centro regionale: i malati costretti a sopportare viaggi lunghi e pesanti

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ORISTANO. Da un capo all’altro della Sardegna per ottenere i farmaci per potersi curare. Succede ai malati di sclerosi multipla che sono seguiti dal Centro regionale di diagnosi e cura dell’ospedale Binaghi di Cagliari. Struttura d’eccellenza cui fanno riferimento migliaia di pazienti di tutta la Sardegna, che per potersi curare, ogni tre mesi, si devono recare a Cagliari per avere le medicine necessarie, come, per fare solo due esempi, gli interferoni e la cannabis modificata. Farmaci indispensabili che solo l’ospedale può erogare. «Uno scandalo», tuona Paola Manconi, segretario provinciale dell’Aism, l’Associazione italiana sclerosi multipla. «Ormai non ricordo più quanti solleciti abbiamo presentato all’assessorato regionale alla Sanità affinchè intervenisse per porre rimedio ad una vicenda che nulla ha che vedere con una realtà civile. Purtroppo, fino ad ora, abbiamo soltanto ottenuto promesse verbali e niente di più». La responsabile dell’Aism spiega: «È intollerabile costringere pazienti con una malattia gravissima come la sclerosi multipla a dover attraversare tutta la Sardegna per avere le medicine che invece, potrebbero essergli consegnate dalla farmacia dell’ospedale più vicino. Invece nulla: sono costretti ad arrivare fino a Cagliari, anche se vivono a Tempio, viaggio pesante anche per uno sano». Paola Manconi spiega come per i pazienti della provincia di Oristano il problema sia stato risolto proprio dall’Aism «Vanno i nostri volontari, fino a Cagliari, a ritirare i farmaci e poi li consegnano a domicilio. Non avevamo alternativa, considerati i costi elevatissimi di un viaggio che se sei disabile, non può essere affrontato sui mezzi pubblici, tantomeno, se uno è costretto a letto, ipotesi non rara, nel caso della sclerosi multipla». Punta molto sui sacrifici, anche di tipo economico, imposti ai pazienti, la responsabile dell’Aism oristanese «È impensabile che un malato, che probabilmente ha come unico reddito l’assegno di invalidità, meno di 300euro al mese, debba sborsare centinaia di euro per poter ritirare le medicine. Una cosa che non può continuare». Il rimedio ci sarebbe: «Basterebbe una delibera da parte della Asl 8 di Cagliari, che permettesse di distribuire i farmaci nelle farmacie ospedaliere del territorio – dice Manconi – e non mi vengano a dire che siamo sotto spending review e che bisogna risparmiare sui costi della sanità. Del resto, altre Asl lo hanno fatto in precedenza. Non capisco perché – conclude la responsabile dell’Aism – si insista con questa vessazione».

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