L’epica degli stadi per raccontare l’Italia
Brian Sacchetti e Flavio Tranquillo sul palco del festival
ALGHERO. Raccontare lo sport facendone letteratura, ritrovare l’epica nelle gesta dei grandi campioni e nelle piccole vicende dei protagonisti minori, di quei gregari che hanno contribuito a imprese straordinarie. Ne hanno parlato sabato ad Alghero il campione della Dinamo Sassari Brian Sacchetti e i giornalisti Paolo Piras della Rai e Flavio Tranquillo di Sky Sport, nella prima serata algherese del festival “Sulla terra leggeri”.
È lontano il tempo dei giornalisti “cantastorie” che raccontavano le partite al pubblico che non poteva seguirle. Eppure, anche oggi che è possibile vedere in tv o sul web ogni dettaglio degli incontri, lo sport emoziona ancora grazie alle storie degli uomini e delle donne che lo praticano. Non solo campioni come Gigi Riva, ma anche “brocchi” come ricorda Paolo Piras nel libro “Bravi&Camboni”, dedicato alla storia del Cagliari raccontata attraverso l’epica minore della squadra fatta di eroi e bidoni, di tanti gregari dimenticati. Così, sul palco allestito al mirador “Giuni Russo”, si sono alternati aneddoti divertenti e ricordi tratti dal mondo del calcio e del basket.
Al centro, l’impresa scudetto della Dinamo Sassari rivissuta attraverso le parole di Brian Sacchetti: «Ho sempre creduto nelle potenzialità che poteva avere una squadra con Lawal, Dyson, Logan – ha spiegato – c’è stato un momento prima della Coppa Italia in cui eravamo un po’ tesi perché la squadra non stava andando bene, ma quando sono arrivate le partite che contavano ci siamo detti “Noi vogliamo vincere, c’è tutta la Sardegna che ci segue”, e così c’è stato un grandissimo lavoro dietro il cambiamento avvenuto durante i playoff». Il giocatore della Dinamo ha voluto anche rimarcare il suo forte legame con Sassari: «Dopo sei mesi che sono arrivato qui mi sono sentito a casa ed è una sensazione che non ho provato altrove. Sono le persone a rendere un luogo meraviglioso e qui ne ho conosciute di straordinarie. Da questo punto di vista non posso che essere la persona più felice del mondo in questo momento».
C’è stato anche spazio per i divertenti retroscena scaramantici, come l’ormai celebre sale grosso che sparso dovunque ha accompagnato incontri in casa e trasferte della Dinamo. O ancora l’avversione di Meo Sacchetti per il viola, memore dei suoi trascorsi da giocatore del Torino Basket allenato da Dido Guerrieri che per scaramanzia non permetteva a nessuno di indossare abiti di quel colore: «Ancora oggi mio padre quando arriva in panchina guarda il pubblico e squadra chiunque si sia vestito in viola», ha svelato divertito Brian.
L’incontro dedicato allo sport è stato preceduto dal dibattito sulla cultura in televisione. Gerardo Greco, conduttore di “Agorà” su RaiTre, ha dialogato con la direttrice di Rai Cultura Silvia Calandrelli e il direttore di TV2000 (prima di RaiTre e la7) Paolo Ruffini. Come fare cultura oggi in televisione, ai tempi del web e dei social network? «La cultura deve essere inclusiva e il compito del servizio pubblico deve essere innanzitutto quello di farla arrivare a tutti, anche a chi non può permettersi di andare all’opera o a teatro – ha risposto Silvia Calandrelli – noi cerchiamo di raccontare quanto di bello c’è in Italia». Paolo Ruffini ha sostenuto che «La cultura non può essere relegata ai canali tematici, l’approccio deve essere di ampio respiro perché è qualcosa che fa parte di ogni aspetto della vita. Prendiamo ad esempio il tema dell’ambiente, la tutela del creato che è diventato centrale anche nella predicazione della Chiesa con Papa Francesco: è un tema culturale perché riguarda i modelli di sviluppo, la convivenza fra le persone, l'economia e quindi le nostre vite».
Cultura dunque è anche avere cura del proprio territorio, e sabato il festival ha dato voce al Comitato No Nucle che si batte contro il deposito delle scorie radioattive in Sardegna. La serata è stata aperta da Davide Toffolo, uno dei più importanti autori di fumetti in Italia e frontman del gruppo art-rock “Tre allegri ragazzi morti. Intervistato dal giornalista Rai Paolo Mastino, Toffolo ha raccontato il suo percorso artistico, da "Piera degli Spiriti" all’ultimo lavoro "Graphic novel is dead". A chiudere la prima giornata algherese del festival è stato l’incontro tra due scrittori di generazioni diverse: il premio Strega Nicola Lagioia e Lidia Ravera.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
