Il sindaco: «Sono sconvolto Massimiliano era un buono»
GAIRO. «È tutta la notte che non dormo. Conoscevo Massimiliano, conosco la sua famiglia, sono brave persone, e abitiamo anche vicini». Polo chiara, pantaloni sportivi, mani intrecciate e poggiate su...
GAIRO. «È tutta la notte che non dormo. Conoscevo Massimiliano, conosco la sua famiglia, sono brave persone, e abitiamo anche vicini». Polo chiara, pantaloni sportivi, mani intrecciate e poggiate su un tavolone ovoidale del municipio, Francesco Piras, 46 anni, agente di polizia penitenziaria, da appena due mesi e mezzo, dopo dieci anni trascorsi sui banchi dell’opposizione, guida il Comune di Gairo e certo non si aspettava che la dura realtà lo avrebbe messo di fronte così presto a un tragico fatto di cronaca. Lo dice subito, il primo cittadino, che è vicino alla famiglia del giovane imprenditore ucciso, e poi aggiunge anche che di fronte a fatti del genere oltre al dolore personale, subentra uno sconforto che tocca l’intero paese, il suo futuro, i suoi mille progetti di rilancio. «Ecco – dice – la cosa brutta è che da sindaco, in una zona come questa, ti rendi conto che hai un territorio bellissimo, una vegetazione stupenda, risorse naturali e archeologiche da valorizzare, poi però arrivano episodi come questi e purtroppo l’intero paese viene marchiato con un bollino rosso. Perché due omicidi in sette mesi, in un paese con poco più di 1500 residenti, fanno riflettere». «Se c’è una cosa di cui abbiamo bisogno qui, soprattutto dopo tragedie come questa – aggiunge il sindaco Piras – è di sentire una maggiore attenzione verso il territorio. La presenza della giustizia si deve sentire di più, perché in tanti non la avvertono. Viviamo in un paese dove non si avverte questa presenza, dove i residenti vorrebbero sentire maggiormente il senso della tutela. Perché è vero che noi dobbiamo tutelare il nostro territorio, ma è altrettanto vero che dobbiamo a nostra volta essere tutelati, altrimenti non si va avanti con serenità». (v.g.)
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