Cauzioni Abbanoa, è di nuovo scontro
Audiconsum: «Ci rivolgeremo al tribunale collegiale» La società: «Create illusioni, ora invieremo 37mila solleciti»
SASSARI. L’Adiconsum, dopo la sentenza del tribunale di Nuoro, accusa il colpo ma non si arrende. «Non si tratta di un pronunciamento definitivo – sottolineano il presidente dell’associazione consumatori Giorgio Vargiu e il consulente legale Franco Dore – abbiamo subito un gol in una partita ancora da giocare. Ci rivolgeremo al tribunale collegiale con la speranza che questa volta le nostre argomentazioni trovino riscontro». L’Adiconsum contesta i pagamenti delle cauzioni richieste da Abbanoa agli utenti lo scorso autunno, rimarcando l’abusività delle clausole contrattuali. «La Corte di Cassazione in diversi pronunciamenti supporta la nostra azione – spiega l’avvocato Dore – Ha affermato che il deposito cauzionale per essere legittimo dovrebbe tutelare gli interessi degli utenti. Invece è solo una forma di garanzia a beneficio di Abbanoa. Il giudice di Nuoro può anche disattendere l’orientamento della suprema corte, ma dovrebbe spiegare le motivazioni». All’associazione dei consumatori non è andato giù soprattutto «il comuicato dai toni trionfalistici e aggressivo dell’amministratore unico del gestore idrico Alessandro Ramazzotti: «Con chi abbiamo a che fare? A chi è stata affidata la gestione dell'azienda più grande della Sardegna. Da parte di Abbanoa c’è una propaganda scorretta, una delegittimazione delle associazioni dei consumatori, e omessa informazione». Queste le precisazioni: «Per prima cosa la nostra non è una class action, ma solo un’azione volta a inibire una pratica commerciale scorretta e ingannevole. Poi quella dei giudici non è una sentenza ma un'ordinanza. Niente di definitivo quindi, e gli utenti che non hanno pagato non sono morosi, almeno sino alla sentenza definitiva». E infine la stoccata: «È paradossale l’approccio aggressivo di Abbanoa, di un’azienda che da 10 anni calpesta i diritti del consumatore. Mancato rispetto periodo fatturazione, mancata fatturazione a saldo, fatture pluriennali e perdite occulte. Il risultato? 15 mila domande di conciliazione in attesa. 200mila reclami. Se mettiamo insieme tutte le aziende d'Italia non arriviamo a un numero simile. Ma è normale? Nessuno si pone delle domande?».
Controreplica di Abbanoa: «Non bisogna creare illusioni né difendere i morosi – commenta Ramazzotti – Nei prossimi giorni invieremo 37mila solleciti di pagamento. che costringeranno queste posizioni a sobbarcarsi ulteriori oneri sino a rischiare, alla fine, lo slaccio della fornitura. I solleciti riguardano i clienti che non hanno pagato i depositi, ma in media hanno anche quattro bollette non versate e una morosità di oltre mille euro».
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