La Nuova Sardegna

Lo sguardo di Brunori su un’Italia da sballo

di Pasquale Porcu
Lo sguardo di Brunori su un’Italia da sballo

Lo spettacolo del cantante per l’apertura di “Abbabula”

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SASSARI. Da un lato la luna piena e dall’altro l'altare preistorico di Monte d'Accoddi illuminato. Che bellezza e che magia in questo luogo, unico nel Mediterraneo, che le Ragazze Terribili hanno scelto per il festival 2015 di Abbabula. Organizzazione impeccabile, come al solito, e due palchi, a debita distanza, da dove (non in contemporanea) si esibiscono gli artisti.

Filo conduttore della prima serata (l’altroieri), la parola. Quella del cantautore Matteo Sau, che ha presentato la sua ultima incisione “Qualche giorno dopo la luna” che l'altra sera ha proposto, accompagnato dal suo gruppo, con lo stesso Matteo Sau voce e chitarra; lo straordinario Stefano Guzzetti al pianoforte, Nicola Argiento alla fisarmonica; Marco Noce (chi si rivede!) alla chitarra; Stefano Salis alla batteria; Marco Garau al sax; Gianluca Pischedda al violoncello e Simone Soro al violino. In scaletta i diversi brani dell'album ( da “Incompiuta” a “Qualche giorno dopo la luna, passando per Olga, la Diva nera e la la bellissima Reclutamento, dal poetico sapore antimilitarista) con una raffinata interpretazione di “Ho visto anche degli zingari felici” di Claudio Lolli vestita di un arrangiamento molto convincente.

A seguire il gruppo dei Nasodoble, formazione di impressionante maturità musicale dotata di una formidabile teatralità. In questo caso le parole hanno il significato eversivo della provocazione surreale. Il filo conduttore è quello della loro ultima creazione “SeMicerchi” con la voce di Alessandro Carta, il violino elettrico di Peppino Anfossi, il pianoforte di Simone Sassu, il basso elettrico dell'irriverente Alessandro Zolo e la batteria di Carlo Sezzi. L'amalgama nel gruppo (tutti in gonna lunga con un look a metà tra quello delle donne barbaricine e quello dei Dervisci tournant durante le cerimonie sufi) è formidibile e sorregge la spettacolare performance vocale del cantante-attore.I temi prendono spunto dall'attualità regionale e nel diventare canzoni di sulfurea denuncia divertono il pubblico che esplode spesso in applausi spontanei. Soprattutto quando il gruppo intona l'hit di maggiore successo della band, “Cazz Boh” la beffarda canzone di efficace denuncia politica.

Piatto forte della prima serata del festival lo spettacolo “Brunori Srl: una società a responsabilità limitata”, con Dario Brunori voce, wurlitzer e chitarra sorretto da una nutrita band. Brunori è un perfomer straordinario, trascinante e irresistibile quando racconta, convincente e romantico (alla maniera del primo Francesco De Gregori) quando canta le sue canzoni. I suoi monologhi ipnotizzano il pubblico che sottolinea lo show con calorosi applausi. Difficile sintetizzare oltre due ore di spettacolo ricco e divertente. I temi sono quelli che Dario Brunori ci ha fatto conoscere durante i suoi spettacoi e le sue performance su YouTube: “Imagine”, “Fra milioni di stelle”, “ Lei, lui, Firenze”, “Una domenica notte”. E ancora “Una società di persone”, “Nanà”, “Le quattro volte”, “Maddalena e Madonna” e via con le sbilenche, surreali considerazioni sui teen agers, il padre di Dario e i brani musicali che completano il singolare universo poetico-demenziale di Brunori. Il cantante-attore ha un tale carisma che il pubblico resiste al freddo umido della sera grazie ad asciugamani e coperte recuperate in fretta dalle auto.

Lo show termina intorno alla 1,30 di notte per lasciare spazio alle affascinanti musiche etno-elettroniche del bravissimo Arrogalla.

Stasera, sempre a Monte d’Accoddi, terzo e ultimo appuntamento del festival, con la cantate Claudia Aru alle 20,30, il cantautore romano Mannarino alle 21,30 e il gruppo elettroacustico Nowman alle 23,30.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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