Sottratte alle mafie terre e tenute
Altri 38 possedimenti vanno ad aggiungersi all’elenco, accordo col ministero delle Politiche agricole
SASSARI. Cosche e Stato sempre più ai ferri corti. Nell’isola altri 38 possedimenti sottratti alle mafie andranno presto ad aggiungersi alla sessantina tra case e beni mobili già affidati negli scorsi anni a Comuni e cooperative. In questo caso si parla di terre e tenute agricole. Per ora non si conoscono né l’estensione né il valore complessivo del patrimonio né il tipo di attività illegali all’origine dei blitz degli inquirenti. Si sa solo che 24 sono in provincia di Cagliari, 13 nel Sulcis Iglesiente e 1 soltanto in Gallura. Ma tutti tra breve saranno valorizzati sul piano economico grazie a un accordo istituzionale: l’intesa appena siglata tra ministero delle Politiche agricole e Anbsc, l’Agenzia nazionale per i beni confiscati alla criminalità organizzata. Una convenzione che consentirà ai futuri fruitori dei beni di ottenere strumenti, aiuti logistici, sussidi tecnici per farli fruttare al meglio.
La firma tra Ministero e Anbsc è di pochi giorni fa. Hanno sottoscritto il programma d’intenti comuni da una parte il responsabile del dicastero, Maurizio Martina, e il suo vice Andrea Olivero, dall’altra parte il direttore dell’Agenzia, il prefetto Umberto Postiglione. Chiaro l’obiettivo: rafforzare la collaborazione per lo sviluppo di progetti legati alla qualità, alla sicurezza alimentare, alla tutela ambientale, alla protezione dei consumatori. Finalità dichiaratamente sociali, insomma. Unite a una più efficiente gestione dei terreni e delle aziende confiscati. Il Ministero metterà a disposizione le proprie competenze anche per il supporto nella definizione di atti di indirizzo, nuove strategie, modalità operative e innovative.
In Italia sono oltre 2.200 i terreni confiscati dati in gestione dell’Agenzia, di cui 1.686 in via definitiva. E tutti, come precisa lo stesso prefetto Postiglione, verranno destinati e riassegnati tramite decreto dell’Anbsc, nell’ordine, a Demanio, Comuni, Province, Regioni. Nell'isola per i beni già riutilizzati in questa lotta sono mobilitate associazioni come Libera di don Luigi Ciotti, le Caritas, Sardegna Solidale, Fondazione per il Sud e altre ancora.
«Un bene su quattro tra quelli sottratti alle organizzazioni criminali è un terreno - ha detto Martina al momento della sigla delle intese - Perciò puntiamo a un lavoro più continuativo e coordinato con l’Agenzia che ci permetta di riportare alla legalità e all’agricoltura, magari a carattere sociale, queste terre. Ogni ettaro strappato ai criminali e restituito alle comunità è un simbolo, dobbiamo fare in modo che si semplifichino le procedure, tenendo altissima la guardia contro una riappropriazione da parte delle mafie. A questo scopo creeremo dei gruppi di lavoro con l’Agenzia e il coinvolgimento di soggetti che già oggi hanno dimostrato di saper gestire con integrità ed efficacia i beni».
«Esprimo soddisfazione per la firma del protocollo e sono conscio della responsabilità che ne deriva, in veste di delegato alla sua attuazione - ha poi dichiarato Olivero - La collaborazione con l’Agenzia è una reale risposta per riportare a valore della collettività questo patrimonio. Perciò mettiamo in campo tutte le competenze del Ministero e degli Enti collegati». «Voglio inoltre sottolineare una grande opportunità: poter impiegare beni del genere per lo sviluppo di progetti a carattere sociale – ha concluso – Una prospettiva in linea con il mio impegno nel sostenere e promuovere iniziative per un nuovo welfare nelle aree rurali».
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