Simona Atzori venerdì al Civico
Uno spettacolo di danza e, da oggi, una mostra al Centro d’arte Ulisse
SASSARI. «Il mio non è un messaggio ma una condivisione di vita, per dire di non aver paura quando la vita ci mette davanti a qualche difficoltà». È difficile non avvertire il “messaggio” di Simona Atzori quando danza sul palcoscenico o quando si osservano i suoi quadro. O quando, con una leggerezza di spirito che non ti aspetti, organizza un selfie di gruppo con il sindaco di Sassari Nicola Sanna e con gli organizzatori della manifestazione che ha portato l’artista a Sassari, in occasione della Festa dei Candelieri. Il Centro d’arte Ulisse ospita infatti una personale di Simona Atzori che verrà inaugurata oggi alle 11 nello spazio di via Pascoli mentre venerdì la giovane ballerina di chiare (e orgogliose) origini sarde salirà sul palcoscenico del Palazzo di Città (il Teatro Civico) per lo spettacolo di danza “Cosa ti manca per essere felice” della SimoArte Dance Company con Mariacristina Paolini e Beatrice Mazzola. Lo spettacolo, che sarà presentato da Alessia Foddai, servirà a raccogliere fondi destinati alla Caritas diocesana. Uno spettacolo che si conclude con un incontro con il pubblico «nel corso del quale mi racconto e rispondo a tutte le domande che mi fanno – ha detto Simona Atzori – soddisfando le curiosità di tutti».
Una performance nella quale il messaggio dell’artista è invece molto chiaro: mai tirarsi indietro davanti alle difficoltà della vita. Difficoltà enormi per chi ha scelto di danzare pur non avendo le braccia. «Ma ho le “Mie Due Ali” – ha detto Simona Atzori –, la pittura e la danza che mi permettono di volare come una farfalla».
Per lei Sassari è stata una scoperta, come è stata una scoperta di essere stata invitata in occasione della più importante manifestazione pubblica della città . «Felice è dir poco – ha detto –. Sento il mio sangue sardo e ogni volta che vengo qui è una gioia». E, parlando dell’esperienza artistica, Simona Atzori ha voluto sottolineare la differenza fra pittura e danza. «Con la pittura trasmetto momenti, racconti di vita che restano fissi sulla tela per sempre- Con la danza – ha concluso – ogni volta è una cosa diversa». (p.s.)
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