Migranti in rivolta: in 56 via dalla Sardegna
La protesta di 120 eritrei. Comprano i biglietti del traghetto per raggiungere i parenti fuori dall’isola
CAGLIARI. Sono scesi di numero i 120 i migranti eritrei radunati da ieri al porto di Cagliari davanti al cancello d’ingresso degli imbarchi dei traghetti in via Riva di Ponente, 56 di loro alle 19 sono riusciti a partire per Civitavecchia. Gli stranieri protestavano perché volevano lasciare l’isola per raggiungere i parenti in altri Paesi europei: fra i 56 che sono partiti c’erano 25 donne e un bimbo piccolo. Sono partiti solo quelli che erano stati sistemati nelle strutture cagliaritane. Per quelli che arrivavano dalle altre zone della Sardegna non c’era la possibilità di partire: dovranno muoversi dai porti delle province in cui si trovano per motivi legati al rilascio dei documenti necessari. All’ombra dei gazebo all’ingresso del porto i migranti sono stati seguiti da un mediatore culturale che ha provveduto all’acquisto dei biglietti. Sul posto la polizia, assieme a carabinieri e capitaneria di porto, hanno tenuto sotto controllo la situazione che comunque era tranquilla.
La protesta era cominciata nel porto di Cagliari in tarda mattinata, il gruppo di 120 persone, tutti di nazionalità eritrea, si era piazzato davanti al cancello d'ingresso degli imbarchi dei traghetti in via Riva di Ponente, a Cagliari. Gli stranieri erano arrivati da diverse province e volevano lasciare la Sardegna per raggiungere i parenti che si trovano in altre nazioni europee. Molti di loro non sono neanche andati alla mensa della Caritas e sono scesi dal pullman che li avrebbe portati nel locale.
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